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Danny Ferrone e Matteo Marzotto per la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica

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Uploaded by on Sep 1, 2009

Danny Ferrone e Matteo Marzotto partecipano al CIV di Monza.
Dalla nascita una malattia incurabile lo ha condannato. Ma Danny Ferrone ha cancellato dal vocabolario parole come resa e mai, e frasi come non ce la posso fare. Da tre anni a questa parte, da quando cioè i medici gli hanno rivelato che non avrebbe avuto molto da vivere, tutte le sue energie sono indirizzate verso un unico scopo: «Find a cure or die trying», cioè trovare una cura o morire nel tentativo.
Danny non è un medico o un ricercatore, il suo contributo alla lotta contro la malattia genetica grave più diffusa non verrà dal banco del laboratorio. Danny è uno sportivo. E ciò che può fare è usare lo sport e questa sua passione per puntare i riflettori sulla fibrosi cistica.
Per questo ha intrapreso un viaggio che è anche una scommessa, ma un azzardo che gioca sulla propria pelle. Si è trasferito da Chicago a Milano, per mettersi nei prossimi mesi a disposizione della Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica e partecipare ad una serie di competizioni a livello nazionale.
Danny è infatti noto come Iron Man, perché ha preso parte alle qualificazioni della nota e durissima gara americana, portandole a termine nonostante la ridotta capacità polmonare (meno del 50% rispetto ad una persona sana) che la malattia gli ha regalato in cambio del suo futuro. Nuoto, bici e corsa: ha affrontato una sfida che molti ritenevano impossibile, per dare un segno, un gesto forte dedicato a tutti i malati, molti dei quali, anche nel nostro paese, già lo vedono come un esempio e ne condividono gli sforzi. Al punto che il loro affetto lha spinto a farsi tatuare le parole italiane Forza e Il cuore del popolo.
La sua prestazione ha fatto il giro del mondo: pur avendo fallito la qualificazione, la sua gara è stata un esempio di determinazione. Una caduta, una crisi, le complicazioni che la malattia ha sugli atleti (tosse, difficoltà respiratorie e nel reintegrare i sali minerali), il sogno che si allontana dietro la prossima curva
Eppure lo spirito non cede e, come nota lui stesso, «se non riesci a raggiungere la vetta non vuol dire che hai perso. Perdono davvero solo quelli che non ci provano». Delusione e rabbia nutrono ancora di più la sua volontà ed è con questo spirito che arriva in Italia, consapevole degli ostacoli ma pronto a raccogliere questa nuova sfida con se stesso e lavversario che non lo molla.

Danny vuole essere chiaro sul suo impegno per la Fondazione e su ciò che pensa della ricerca scientifica, ad oggi lunica speranza per chi è affetto dalla fibrosi cistica:
«Sarò franco con voi. Posso capire un certo scetticismo o anche incredulità nei confronti della scienza e della ricerca, per quanto concerne la sua reale rilevanza ed importanza al fine di risultati concreti. Vi chiederete in che modo i benefici della ricerca influiscano sulla mia vita quotidiana di ammalato di FC. Qualunque possano essere le vostre incertezze, non vi biasimo questi dubbi.
In questo mondo ci sono molte incertezze. Personalmente credo che quando c'è una squadra fortemente convinta dell'obiettivo finale, vi sia una forza inarrestabile nel procedere verso il traguardo. La loro persistenza, professionalità, sincerità e unità, sono determinanti nel cammino verso il successo della ricerca.
Ci sono menti scientifiche assolutamente brillanti a cui importa la qualità della tua vita; e la tua vita come ammalato di FC è la sola ragione per cui continuano a lottare per trovare una cura.
Io ho incontrato alcune di queste persone. Sono piene di energia, ottimismo, speranza e sono infaticabili. Amano il loro lavoro e soprattutto vivono per vedere i piccoli miglioramenti che avvengono. E la mia convinzione personale è che chi fa parte di questo mondo, lavora incessantemente per far sì che le generazioni a venire, forse, non debbano più subire questa malattia.
È per questo che dobbiamo credere ed avere fiducia nella bontà che c'è nel mondo, perché c'è. Ancora più importante è il fatto che credo nelle persone che ho incontrato presso la Fondazione per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica in Italia e i loro collaboratori, con i quali esiste una completa sintonia di metodi e di idee.
Queste persone, che siano gruppi o individui, hanno bisogno del nostro sostegno nelle più svariate forme. Tu puoi contribuire facendo esercizi per la respirazione e quell'attività fisica che ti aiuta a mantenere il corpo e i polmoni nelle migliori condizioni possibili. In questo modo fai loro capire che il loro lavoro è importante e li spingi a continuare la lotta.
Credo nella scienza e nella ricerca. Credo in tutte le persone che sono coinvolte e lavorano per un futuro migliore. Credo nella Fondazione. Hanno bisogno del nostro supporto. Io li sostengo in pieno».

www.fibrosicisticaricerca.it

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