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Felice Casorati

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Uploaded by on Nov 14, 2009

Felice Casorati
Nato a Novara il 4 dicembre 1886 - Morto il 1° marzo 1963 a Torino
Grande pittore del 900 italiano. Nasce in una famiglia agiata e di saldi principi , difatti il padre Felice è un ufficiale di carriera , che a sua volta discende da una famiglia di medici e matematici di fama . La famiglia deve trasferisi in diversificate città , sempre per l'esigenze paterne . Dapprima ama la musica e non si distacca quasi mai dal pianoforte , lo strumento che ama sopra ogni cosa , non è un bimbo prodigio ma il suo tocco è particolare e viene invitato presso. . Verso i 18 anni però a causa di questo passione viene colpito da una malattia che lo costringe a passare un periodo in campagna presso Praglia nei Colli Euganei, lontano dal suo amatissimo piano . Il padre per arrecargli consolazione , dato che lui si dilettava con la pittura , gli regala una scatola di colori . Da lì scopre la " pittura " . Qui la sua prima opera nota " Paesaggio Padovano " ( 1902 ) .Comunque compie " regolari studi " ( per quel tipo di famiglia ) e si laurea in legge presso l'Università Patavina . Sceglie la carriera artistica , i suoi primi lavori sono di matrice espressioniata , sono dei ritratti della mamma e della sorella disegnati a pastello o matita . Nel 1907 la giuria della Biennale di Venezia accoglie il suo " Ritratto della sorella Elvira " ed entra di diritto fra i pittori di fama, ma è solo nel 1910 quando partecipa alla IX Biennale, che quell'anno dedica una grande sala a Gustav Klimt con l'esposizione di 22 bellissimi quadri, che il pittore evolve il suo stile verso la linearità decorativa dei suoi lavori successivi, influenzato dalla Secessione Viennese. Il 1912 è un anno importante per Felice Casorati che realizza opere in cui è evidente la ricerca di una sintesi tra simbolismo e realismo tradotta in forme nitide, psicologicamente straniate . Il desiderio di una pittura non confinata nei musei, avulsa dai vecchiumi , lo spinge verso un gruppo di artisti e amatori d'arte che lavorano per rendere quotidiana ogni immagine artistica . Nel 1911 scrive " Vorrei saper proclamare la dolcezza di fissare sulla tela le anime estatiche e ferme, le cose immobili e mute, gli sguardi lunghi , i pensieri profondi e limpidi, la vita di gioia e non di vertigine, la vita di dolore e non di affanno " .Nel 1913 tiene una mostra personale all'Esposizione di Ca' Pesaro a Venezia, entra in contatto con Martini e Garbari e realizza una serie di tempere, acqueforti, acquetinte e puntesecche di impronta visionaria, aderenti al dettato Secessionista. Alla Mostra individuale alla Secessione romana tenuta nel 1915, espone dodici dipinti, due terrecotte verniciate e cinque incisioni. Allo scoppio della I WAR viene richiamato alle armi e, nei tre anni di guerra, dipinge solo due grandi pannelli per la mensa ufficiali oltre che al dipinto antimilitarista " Giocattoli " Ritorna in Torino dove conosce l'antifascista Gobetti ed il gruppo degli " Amici di Rivoluzione Liberale " al quale aderisce nel 1922. Per questa amicizia nel 1923 viene arrestato e relegato per alcuni giorni in carcere. Una volta libero dimentica qualsiasi conflittualità con il regime fascista. Negli anni Venti il suo stile continua ad evolversi : ispirandosi ai grandi del Quattrocento Italiano , come Mantegna e Raffaello, dipingendo opere di grande limpidezza e misura, nelle quali affiora l'immobilità tipica di Piero della Francesca, decisamente antidecadenti. In questi anni diviene il centro della vita artistica di Torino e nel 1923 crea la " Scuola di Via Mazzini" . Sposa una sua allieva ceta Daphne Maugham. Dal 1928 è incaricato della cattedra di Arredamento e decorazione di interni presso l'Accademia Albertina di Torino e nel 1933 inizia una collaborazione con il Maggio Fiorentino come scenografo e costumista. Continuando sempre a lavorare per il Teatro dell'Opera di Roma e per la Scala di Milano . Il suo lavoro subisce un'ulteriore evoluzione assumendo una compostezza nitida e straniata , che viene definita realistico-metafisica , mentre il colore si arricchisce di tonalità più calde e contrastate. Nel 1935 ospita nel proprio studio la Collettiva di Arte Astratta Italiana, alla quale partecipano tra gli altri Fontana, Melotti e Licini. I riconoscimenti alla sua arte sono molteplici . Nonostante gli venga amputata una gamba a causa di un embolo lavora ed espone . Muore a Torino il 1° marzo 1963.
Colonna sonora : J . S. Bach Chaconne per solo violino parte 12

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  • "Il concerto", dipinto nel '24 è il suo lavoro piu' emozionante. (3.02)

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