Com'è lontana la guerra vera da quella che appare sul grande schermo. I fanti sorridono guardando verso l'obiettivo, assaggiando il rancio (sicuramente "ottimo e abbondante"...), si preparano scrupolosamente all'assalto, scrivono lettere e cartoline ai propri cari. Ma questa, ovviamente, è tutta propaganda, pellicola girata da operatori al servizio degli alti comandi per inviare messaggi rassicuranti a casa, mobilitare i sentimenti patriottici, preparare ai successivi, immani sforzi bellici.
Per conoscere la verità c'è dunque bisogno di un "Doppio sguardo sulla Grande Guerra": accanto alle immagini "addomesticate", le visioni terrificanti di soldati che escono dalle trincee per andare a morte certa, i bombardamenti incessanti, le fiumane di profughi e prigionieri. E inoltre, il fronte visto dall'altra parte, il "miracolo" di Caporetto (così fu per gli austro-ungarici), la crudeltà dei "barbari" italiani, la "liberazione" del Friuli.
Il primo dei due dvd inseriti nel cofanetto contiene un documentario curato da Lucio Fabi e Giampaolo Penco, che abbina alle immagini d'epoca la lettura delle lettere dei fanti. Dall'inferno all'inferno: a Gorizia un giovane soldato racconta di dormire nel cimitero, tra le bare di una grande tomba di famiglia. Immediatamente i fotogrammi perdono ogni aura di gloria posticcia, diventando allucinata testimonianza di una tragedia senza pari.
Il secondo dvd raccoglie straordinari materiali d'epoca, presentati in ordine cronologico e scelti con assoluto scrupolo filologico, come testimonia il libretto di accompagnamento, in cui Fabi ricorda la sterminata produzione cinematografica "dal vero" realizzata nel corso della Grande guerra. - LUIGI PAINI, Vite in trincea, Il Sole 24 Ore, 12 novembre 2006.
All Comments