"Come si fa a vincere? Non lo sai? [...] Te lo dico io: in tutto non solo nella boxe ci vuole una cosa, se no non si vince. Guarda me. Lo sai che cos'è, lo sai Benny? L'odio. L'odio ci vuole: odia chi vuole batterti, odialo a morte, e vedrai che i soldi ti pioveranno addosso, e coi soldi verranno le donne, e tutte le altre cose belle della vita."
Un film in cui soltanto la scenografia è in grado di competere con la violenza dei sentimenti che animano i suoi personaggi, tutto ciò che è fuori è perché è dentro per prima, tutto ciò che avviene intorno a noi è la rappresentazione fisica, per immagini e forme, la poesia, di ciò che succede dentro. I personaggi, le vite, gli amori, gli accadimenti, gli omicidi, sono simboli, cose, gli oggetti di cui si serve il sogno per dirci ciò che si è nell'anima. La realtà è meccanica, morta ma animata; L'unica sola vita qui sei tu, ecco da dove viene il desiderio di sentirti vivere. Un film in cui la veridicità della vita è messa continuamente in dubbio, certo nulla di nuovo per un noir, ma riesce certamente ad aggrapparsi con decisione al genere, morendoci addosso.
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