27 milioni di volte ... GRAZIE A TUTTI NOI!

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Uploaded by on Jun 16, 2011

‎Quella del 13 giugno è una grande vittoria di tutta l'Italia. Una vittoria molto più grande di quello che il pur lusinghiero dato referendario riesce a rappresentare. Negli anni a venire le statistiche ricorderanno il dato dell'affluenza alle urne e la schiacciante percentuale dei Si. Si ricorderà che è stata la maggioranza assoluta degli Italiani a fermare definitivamente il nucleare e a dire che non è liberale costringere una società pubblica di gestione dei servizi idrici ad aprire ai privati, anche se fornisce un buon servizio.
Ma chi ha partecipato attivamente e per mesi alla campagna referendaria, a partire dalla raccolta delle firme per promuovere la consultazione popolare, ricorderà anche che è stata una corsa ad ostacoli.
Ricorderemo che fino al 7 giugno lo stesso voto per fermare il nucleare è stato in forse. Ricorderemo gli sgambetti, il mancato accorpamento con le elezioni amministrative, i trucchi parlamentari per tentare di cancellare il referendum sul nucleare, le date sbagliate comunicate da TG1 e TG2, l'invito del meteo RAI a "organizzare una giornata al mare" domenica 12 giugno. E ricorderemo anche i tentativi di strumentalizzazione del voto popolare, fatto nelle ultime settimane e ancora in corso ad urne chiuse, da parte di politici arrivati buoni ultimi, e dopo molti sostanziali ripensamenti, a dire che il nucleare non serve all'Italia e che l'acqua deve essere considerata un bene comune.
Più in generale ricorderemo una politica incapace di ascoltare la voce della gente e le segreterie dei grandi partiti del bipolarismo distanti anni luce dalla vita quotidiana di milioni di Italiani.
Senza tutti gli ostacoli che abbiamo dovuto saltare in corsa, forse la vittoria sarebbe stata ancora giù grande. Ma va bene così. Davide ha di nuovo sconfitto di nuovo Golia, la sua fionda è stata più efficace dei cannoni mediatici: mentre lo spot con gli scacchi del Forum Nucleare costato 9 milioni di euro è stato condannato per pubblicità ingannevole, i più genuini volantini autoprodotti da migliaia di volontari e distribuiti ai mercati hanno convinto 27 milioni di Italiani ad andare a votare, in molti casi per la terza volta, in una calda domenica di giugno.
Questa campagna referendaria è stata una straordinaria esperienza di partecipazione e militanza: ovunque in Italia i volontari del Si hanno inventato i modi più creativi per attirare l'attenzione su una battaglia di civiltà e squarciare l'assordante silenzio dell'informazione nazionale. Hanno usato internet e megafono, hanno trasformato i loro corpi in mezzi di propaganda indossando magliette e spillette, hanno prodotto articoli e dossier, hanno appeso bandiere ai loro balconi, hanno affisso manifesti stampati facendo collette, hanno fatto dibattiti e incontri pubblici in università, piazze e parrocchie. Hanno incontrato milioni di Italiani nelle case e nelle piazze. E con loro hanno discusso senza pregiudizio ideologico di temi che riguardano la vita quotidiana di tutti. A partire da acqua ed energia. Con gioia e positività, sventolando bandiere e cartelloni colorati.
A partire da questa campagna referendaria forse nasce un nuovo modo di interessarsi alla vita politica dell'Italia: partecipato, militante, trasversale, incentrato su temi concreti e non sulla difesa di posizioni di potere o degli interessi di lobby economiche.
Ma con questa campagna referendaria passa anche un'altra idea: l'ecologia deve essere messa al centro delle scelte politiche ed economiche della Nazione. Gli Italiani non sono più disposti a sacrificare la qualità della vita e dell'ambiente in nome di un concetto astratto di benessere basato sul continuo aumento di consumi e sprechi. Quasi nessuno a creduto al fatto che senza nucleare si resta al freddo e al buio. In tantissimi, la maggioranza assoluta del Paese, hanno invece creduto ad una rivoluzione energetica ed ecologica fatta di riduzione dei consumi ed energie pulite. Le uniche capaci di futuro e di creare ancora benessere e occupazione.
Con il voto del 12 e 13 giugno tutti gli Italiani di destra, di centro e di sinistra hanno dimostrato di saper pensare con la propria testa. E scegliere per il bene dell'Italia a prescindere dagli ordini impartiti dalle segreterie dei partiti. Di tutti i partiti.
È per questo che l'Italia tutta deve ringraziare quanti si sono spesi per questa vittoria storica e corale e quanti si sono recati alle urne per scegliere direttamente un nuovo modello di produzione e consumo, senza tecnologie obsolete, costose e pericolose, come il nucleare, e con leggi di mercato che non devono per forza invadere tutti gli aspetti della vita umana.

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Nonprofits & Activism

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