La Galleria Borghese di Roma è frutto dell'ingegno e della passione del cardinale Scipione, che deve la sua ricchezza e la sua eminente posizione allo zio, papa Paolo V, al secolo Camillo Borghese. A capire meglio il rapporto che legava l'artefice e la sua creazione, ci aiuta la direttrice della Galleria, la studiosa e storica dell'arte Anna Coliva.
Scipione Borghese incarna la figura del collezionista che si lascia alle spalle il mecenatismo. L'ingegno, la volontà e un felicissimo senso critico gli consentono di acquisire una collezione "di capolavori", notevole appunto più per la qualità che per la quantità e tale da essere ancor oggi una delle più belle esistenti al mondo.
Ma non bisogna neppure dimenticare "il contenitore". Se la Galleria esercita una forte fascino sia sui visitatori romani che su quelli stranieri, si deve all'armonia tra contenente e contenuto: l'edificio che ospita la collezione fu concepito proprio per accoglierla, e le opere sono esposte ancor oggi come vollero il cardinale Scipione e il grande scultore Gian Lorenzo Bernini.
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