Fabrizio De Andrè (1940-1999)
Storia di un impiegato (1973)
6. La canzone del padre
"Vuoi davvero lasciare ai tuoi occhi
solo i sogni che non fanno svegliare."
"Sì, Vostro Onore, ma li voglio più grandi."
"C'è lì un posto, lo ha lasciato tuo padre.
Non dovrai che restare sul ponte
e guardare le altre navi passare
le più piccole dirigile al fiume
le più grandi sanno già dove andare."
Così son diventato mio padre
ucciso in un sogno precedente
il tribunale mi ha dato fiducia
assoluzione e delitto lo stesso movente.
E ora Berto, figlio della lavandaia,
compagno di scuola, preferisce imparare
a contare sulle antenne dei grilli
non usa mai bolle di sapone per giocare;
seppelliva sua madre in un cimitero di lavatrici
avvolta in un lenzuolo quasi come gli eroi;
si fermò un attimo per suggerire a dio
di continuare a farsi i fatti suoi
e scappò via con la paura di arrugginire
il giornale di ieri lo dà morto arrugginito,
i becchini ne raccolgono spesso
fra la gente che si lascia piovere addosso.
Ho investito il denaro e gli affetti
banca e famiglia danno rendite sicure,
con mia moglie si discute l'amore
ci sono distanze, non ci sono paure,
ma ogni notte lei mi si arrende più tardi
vengono uomini, ce n'è uno più magro,
ha una valigia e due passaporti,
lei ha gli occhi di una donna che pago.
Commissario io ti pago per questo,
lei ha gli occhi di una donna che è mia,
l'uomo magro ha le mani occupate,
una valigia di ciondoli, un foglio di via.
Non ha più la faccia del suo primo hashish
è il mio ultimo figlio, il meno voluto,
ha pochi stracci dove inciampare
non gli importa di alzarsi, neppure quando è caduto:
e i miei alibi prendono fuoco
il Guttuso ancora da autenticare
adesso le fiamme mi avvolgono il letto
questi i sogni che non fanno svegliare.
Vostro Onore, sei un figlio di troia,
mi sveglio ancora e mi sveglio sudato,
ora aspettami fuori dal sogno
ci vedremo davvero,
io ricomincio da capo.
7. Il bombarolo
Chi va dicendo in giro che odio il mio lavoro
non sa con quanto amore mi dedico al tritolo,
è quasi indipendente ancora poche ore
poi gli darò la voce il detonatore.
Il mio Pinocchio fragile parente artigianale
di ordigni costruiti su scala industriale
di me non farà mai un cavaliere del lavoro,
io son d'un'altra razza, son bombarolo.
Nel scendere le scale ci metto più attenzione,
sarebbe imperdonabile giustiziarmi sul portone
proprio nel giorno in cui la decisione è mia
sulla condanna a morte o l'amnistia.
Per strada tante facce non hanno un bel colore,
qui chi non terrorizza si ammala di terrore,
c'è chi aspetta la pioggia per non piangere da solo,
io son d'un altro avviso, son bombarolo.
Intellettuali d'oggi idioti di domani
ridatemi il cervello che basta alle mie mani,
profeti molto acrobati della rivoluzione
oggi farò da me senza lezione.
Vi scoverò i nemici per voi così distanti
e dopo averli uccisi sarò fra i latitanti
ma finché li cerco io i latitanti sono loro,
ho scelto un'altra scuola, son bombarolo.
Potere troppe volte delegato ad altre mani,
sganciato e restituitoci dai tuoi aeroplani,
io vengo a restituirti un po' del tuo terrore
del tuo disordine del tuo rumore.
Così pensava forte un trentenne disperato,
se non del tutto giusto quasi niente sbagliato,
cercando il luogo idoneo adatto al suo tritolo,
insomma il posto degno d'un bombarolo.
C'è chi lo vide ridere davanti al Parlamento
aspettando l'esplosione che provasse il suo talento,
c'è chi lo vide piangere un torrente di vocali
vedendo esplodere un chiosco di giornali.
Ma ciò che lo ferì profondamente nell'orgoglio
fu l'immagine di lei che si sporgeva da ogni foglio
lontana dal ridicolo in cui lo lasciò solo,
ma in prima pagina col bombarolo.
Testi di Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio
Musiche di Fabrizio De André e Nicola Piovani
Sorry, I can't translate this songs in english or in other languages.
altro ke marko carta..!
SweetEly89 2 years ago 33
vostro onore, sei un figlio di troia
ferdinandbegonia 3 years ago 26