ZI09012609 - 26/01/2009
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Il vero diritto della persona è il diritto alla vita
Il Cardinale Bagnasco: no alleutanasia
Circa la discussione di una legge sul fine vita,
lArcivescovo di Genova ha denunciato il tentativo
di far passare nella mentalità comune una pretesa
nuova necessità, il diritto di morire, e si vorrebbe
dare ad esso addirittura la copertura dellart. 32
della Costituzione.
Il vero diritto di ogni persona umana, che è necessario
riaffermare e garantire - ha sottolineato il porporato,
- è invece il diritto alla vita che infatti è indisponibile.
Il Presidente della CEI si è chiesto perché in una
situazione sociale e sanitaria globalmente evoluta
come la nostra, con progressi continui, si dovrebb
e preferire ora per allora di optare per la morte,
quando è ben noto che persone in condizioni
decisamente compromesse riescono tuttavia a
sorridere e a godere di esserci, senza che in genere
evochino precedenti risoluzioni di morire.
Secondo il Cardinale Bagnasco, è necessario
adoperarsi per un impiego largo e rasserenante
della medicina palliativa, così da dare sicurezza
al cittadino che non avrà un destino di dolore
grave e incontrollabile.
Come pure è urgente impegnarsi per una diffusione
territoriale di strutture tipo hospice in grado
di accompagnare le persone in coma irreversibile
o in stato vegetativo, sollevando da carichi ardui
le rispettive famiglie, ha aggiunto.
LArcivescovo di Genova ha ricordato che
la Chiesa segnala che ogni essere umano
ha valore in se stesso, anche se appare fragile
agli occhi dellaltro.
Un motivo in più - ha concluso il porporato
-, per esprimere la nostra piena solidarietà
al confratello Cardinale Severino Poletto,
sconsideratamente attaccato attraverso i media
per aver ricordato quella che è una convinzione
scientifica larghissimamente condivisa,
e comunque una verità etica, ossia che togliere
lalimentazione e lidratazione ad una persona,
per di più ammalata, è determinarla verso
un inaccettabile epilogo eutanasico.
GLI AMICI DI LUCA
IL TEATRO DEI RISVEGLI
Ritorno", drammaturgia e regia di Antonio Viganò,
è uno spettacolo in forma di favola sulla solidarietà,
su un viaggio per mare in cui i disabili si fanno carico
dei loro compagni e le sedie a rotelle sono una risorsa
a cui aggrapparsi. Uno spettacolo sulla salvezza,
ma quella in cui il soccorso è reciproco, perché
le prove da superare si presentano come una ruota
che gira.
Questultimo spettacolo nasce, come i precedenti,
allinterno del laboratorio permanente Il gioco
del teatro in situazioni di post coma, attivo dal 2003
nella Casa dei Risvegli Luca de Nigris il centro
innovativo di assistenza e ricerca per giovani
e adulti con esiti di coma e in stato vegetativo.
Questo laboratorio condotto da Stefano Masotti
è diventato un luogo di sperimentazione di pratiche
, linguaggi e processi teatrali dove il momento creativo
è centrale per lapprendimento delle tecniche e dove
la formazione avviene attraverso il coinvolgimento
di diversi artisti di teatro, danzatori e registi che hanno
collaborato a vario titolo alla realizzazione degli spettacoli
prodotti fino a oggi.
http://www.amicidiluca.it/notizie/ultime/il-teatro-dei-risvegli-a-cura-di-cri...
Anche la morte fa parte della vita, e una morte liberatoria può essere meglio di una non vita.
Gioveolympus 3 years ago 3