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SUDAFRICA 2009 - SULLE ORME DEL GRANDE SQUALO BIANCO

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Uploaded by on Mar 29, 2009

DAL DIARIO DI BORDO DEL 27 MARZO 2009
VI° SPEDIZIONE DI STUDIO SULLE ORME DELLO SQUALO BIANCO

Nel corso del filmato l'intervento del Phd Primo Micarelli responsabile della VI spedizione


FINALMENTE IN MARE !

(Sara Andreotti - da Gansbaai) - Questo secondo giorno in Sud Africa ha risvegliato a chi cera già stato, tutta la passione e lentusiasmo per questa avventura, alle nuove leve ha invece offerto le grandi ed uniche emozioni che solo un grande squalo bianco può regalare.
Stamattina partenza dal Saxon Lodge h. 7.00 precise, alle 7.40 eravamo già circondati dagli Oceani. Alle h. 08.04 il primo grande squalo bianco, appare allimprovviso, silenzioso e maestoso, ad osservare quelle strane creature che gli sorridono dalla barca. Il chum (pastura) e nellacqua, ma il grande bianco aspetta prima di assaggiare il pezzo di tonno lanciato dalla barca. Nel frattempo i primi sono già nella gabbia, Franco Iosa e Primo Micarelli aspettano il segnale per la breve apnea che li porterà occhi negli occhi con il primo dei giganteschi pesci che ci accingiamo a studiare questa settimana. Nel frattempo sulla barca è tutto un fermento, tra chi estrae la macchina fotografica, Enrico Rabboni comincia le riprese ed il gruppo di raccolta dati comincia a mostrare ai nuovi studenti come operare al meglio.
Oltre ai dati sui moduli comportamentali degli squali rispetto alla preda passiva (il tonno), oggi sono riprese anche le osservazioni con una delle 2 Manuelite: le sagome di leone marino usate per osservare la scelta operata dagli squali di fronte ad uno stimolo olfattorio e ad uno visivo.
L'Oceano e I suoi indiscussi padroni si sono dimostrati benevoli fino alle 10.00, dopo di che un improvviso cambio di vento ha portato improvvisamente nuvole scure e freddo, cosi che anche la già scarsa visibilità in acqua si eridotta da 1,5m a zero.
Dietro consiglio di Michael Rutzen è stata tentata losservazione del breach (il salto fuori dallacqua dello squalo) con una delle sue sagome posta a traino dietro la barca, ma, la buona volontà non e bastata a far saltare gli squali. Infine le onde ci hanno costretto al rientro (comunque alle h.12.30), dopo un breve passaggio vicino a Gayser Rock, piena, ma proprio piena, di piccoli leoncini di mare di non più di 50cm di lunghezza.
La giornata si e comunque rivelata molto positiva, con 6 squali differenti e lo spettacolo inatteso di uno di questi che e uscito dallacqua a bocca aperta con un breach in verticale, fino alle pinne pettorali !
Domani la sveglia ci attende ancora più presto, dovremo partire dal Saxon alle 06.20 !


L' ECOSISTEMA DI DYER ISLAND

(Sara Spinetti - dalla redazione del Diario di Bordo) - L'arrivo a Gansbaai dà sempre una certa emozione anche se non è la prima volta che partecipi alla spedizione. Eppure è un semplice e piccolo paese di pescatori, 2 pub, una discoteca, un supermercato, qualche negozietto senza alcuna pretesa, ma è il paradiso per chi viene a studiare gli squali bianchi.
L'ecosistema di Dyer Island è peculiare ed unico: la colonia di 60 mila leoni di mare che vive stanzialmente su Geiser Rock,isolotto scoglioso di fronte a Dyer, è una specie di self service per gli squali che si trovano in queste acque: una fonte di cibo sicuro. Inoltre proprio sullisola di Dyer trovano rifugio colonie di uccelli acquatici che si affollano qui per nidificare o qualche pinguino che la sceglie come punto di sosta.
Di fronte a questo tratto di costa si incontrano le acque calde dell'oceano indiano e quelle fredde delloceano pacifico che danno origine con il loro gioco di correnti contrastanti al fenomeno dellupwelling o più semplicemente della risalita: dal fondo delloceano risalgono verso la superficie grandi quantità di nutrienti che foraggiano una grande popolazione di zooplancton alla base della catena alimentare marina. Il resto è una reazione a catena vera e propria: i banchi di piccoli pesci spinti dalle correnti si dirigono verso queste zone per nutrirsi, di krill, i pesci più grandi arrivano seguendo le prede più piccole e così via fino ai grandi mammiferi marini e agli squali bianchi non a caso definiti top predators. Anche le grandi barriere di kelp giocano un ruolo fondamentale per l'ossigenazione delle acque, per la produzione di azoto e per la protezione che forniscono alle creature più piccole.

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COPYRIGHT: Associazione Posidonia & Hundred Shark Productions

VIDEORIPRESE E MONTAGGIO: Enrico Rabboni

VIDEOPENSIERO è la WebTv di
http://www.oltrepensiero.it

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All Comments (4)

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  • o tosco!per mare si utilizzano le miglia non il sistema metrico!!!

  • Una vera emozione... semplice e diretta :)

  • che spettacolo, anche io voglio fare la spedizione

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