Brano originale copyright Siae (A.Chichiricco)
ANUSAK TAH
E' notte, siamo in un villaggio indiano. L'anziano capo tribù preoccupato si rivolge al cielo. Nella metafora del vecchio indiano che, consapevole del mondo prossimo alla catastrofe, invoca il Grande Spirito, c'è tutto il dignitoso scoramento di chi assiste impotente a un triste epilogo.
Il Grande Spirito evocato è quello della Madre Terra ma è anche la proiezione di uno dei tanti "piccoli grandi spiriti" che non ci stanno, che si rifiutano di soccombere alla miope stupidità suicida dei mediocri senza spirito che dominano il mondo e ne conducono le sorti. Tuttavia la riscossa, la rinascita sono ancora possibili. Ed è appunto il canto di sfida e di vittoria intonato alla fine Sokho vaugh tauè negmah wana chakui-pee: "Torneremo a cantar la sera intorno al fuoco di una vita vera", ma... Wana-quatikoh niaktawan, wana-quatikoh nehua whonte. "O la luce della coscienza o il buio della fine". Come a dire senza alternative, né compromessi.
Il linguaggio indiano utilizzato è autentico. Anusak tah: pensaci tu.
Brano originale (copyright Siae 38534 - A. Chichiricco)
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