È un pomeriggio caldo quello del 10 giugno 1924. Giacomo Matteotti esce di casa e non vi ritorna più. Non è di un deputato qualsiasi il corpo massacrato che verrà trovato due mesi dopo in un bosco vicino Roma. Solo dieci giorni prima della sua sparizione Matteotti ha tenuto un discorso infuocato alla Camera, contro il fascismo e l'irregolarità delle elezioni. È il leader di uno dei maggiori partiti di opposizione, forse il leader dell'intera opposizione. Non è difficile collegare i due avvenimenti, il discorso e la morte, né scoprire che gli autori del delitto, che non si sono preoccupati di cancellare le tracce, sono uomini dello stretto entourage del Duce. Ce n'è abbastanza per far scoppiare il più clamoroso scandalo politico della storia d'Italia. E ce ne sarebbe abbastanza per le dimissioni immediate del governo. Tutto sembra far credere a una crisi. Ma non è questo che accade. L'opposizione parlamentare sceglie la strada della protesta morale, il governo resiste, la maggioranza non accenna a spaccarsi, il regime si consolida. Mussolini, il trionfatore delle elezioni del '24 contro le quali aveva tuonato Matteotti, forza la sorte e instaura la 'dittatura a viso aperto'. Quel delitto che sarebbe potuto essere l'ultima occasione di arrestare il regime, ne diviene invece il punto di svolta, lo snodo decisivo. Ma quel corpo abbandonato e quel rifiuto morale si caricano di un significato simbolico. L'atto di morte del deputato Matteotti è l'atto di nascita dell'antifascismo come scelta politica ed etica.
@ConcettoMarchesi se sei un povero ignorante e non ricerchi la VERITA', non è certo colpa mia, caro concetto distorto.
RixJunioValerio 1 week ago
@MisterPeruz Guardare l'episodio solamente per quello che è non serve ad una emerita CEPPA.
Fare gli uomini significa indagare cause e concause, parlare dopo essersi informati ed aver verificato gli accadimenti, non fare il qualunquista e mischiare tutto in un solo pentolone.
ConcettoMarchesi 2 weeks ago
@RixJunioValerio Gran bella cazzata, posso avere la fonte?
ConcettoMarchesi 2 weeks ago
di inutili idioti antifascisti, finti studiosi che mistificano i fatti e gli eventi storici degli ultimi 100 anni, non se ne possiamo più!
La verità trionferà!
RixJunioValerio 9 months ago 2
“Ma è altrettanto vero che quel 7 giugno Mussolini pensava, nonostante mio padre, di poter avere i socialriformisti D’Aragona e forse Turati al governo ... No il Duce non aveva alcun interesse a far uccidere mio padre, si sarebbe alienato per sempre la possibilità di un’alleanza con i suoi vecchi compagni, che non finì mai di rimpiangere. Lo stesso Pietro Nenni, nel 1929 affermò che quello era stato un delitto affaristico”.
RixJunioValerio 9 months ago 2
A novembre del 1985 sulle pagine della rivista Storia Illustrata rilasciò una intervista dove, tra l’altro, disse:
*** “Mussolini voleva fin dal 1922, subito dopo la marcia su Roma, riavvicinarsi ai socialisti. Il 7 giugno 1924, quando già il delitto era in piena fase di progettazione, pronunciò un discorso che era un appello alla collaborazione rivolto proprio ai socialisti.
Per questo l’attacco fattogli da mio padre pochi giorni prima fece infuriare il Duce: è un fatto innegabile.” ***
RixJunioValerio 9 months ago 2
@Generalfeldmarshall9 ............. senza parole
issnews 1 year ago
@Generalfeldmarshall9 Ma l'hai studiata la storia di MAtteotti? Ma come ti eprmetti di dire certe cose? ma taci e studia!
ConcettoMarchesi 1 year ago
Matteotti era un altro politicante del cazzo come quelli di adesso, pure un pò massone. Ha avuto coraggio nel parlare, ma non ha mai avuto il coraggio di fare politica per l'Italia e per gli italiani.
Generalfeldmarshall9 1 year ago
Giacomo Matteotti R.I.P.
Gnaulz 1 year ago