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Fabrizio de Andrè - Storia di un impiegato - 1/4

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Uploaded by on Aug 14, 2008

Fabrizio De Andrè (1940-1999)
Storia di un impiegato (1973)

1. Introduzione

Lottavano così come si gioca
i cuccioli del maggio era normale
loro avevano il tempo anche per la galera
ad aspettarli fuori rimaneva
la stessa rabbia la stessa primavera...


2. Canzone del maggio
(liberamente tratta da un canto del maggio francese 1968)

Anche se il nostro maggio
ha fatto a meno del vostro coraggio
se la paura di guardare
vi ha fatto chinare il mento
se il fuoco ha risparmiato
le vostre millecento
anche se voi vi credete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se vi siete detti
non sta succedendo niente,
le fabbriche riapriranno,
arresteranno qualche studente
convinti che fosse un gioco
a cui avremmo giocato poco
provate pure a credervi assolti
siete lo stesso coinvolti.
Anche se avete chiuso
le vostre porte sul nostro muso
la notte che le "pantere"
ci mordevano il sedere
lasciandoci in buonafede
massacrare sui marciapiede
anche se ora ve ne fregate,
voi quella notte voi c'eravate.
E se nei vostri quartieri
tutto è rimasto come ieri,
senza le barricate
senza feriti, senza granate,
se avete preso per buone
le "verità" della televisione
anche se allora vi siete assolti
siete lo stesso coinvolti.
E se credete ora
che tutto sia come prima
perché avete votato ancora
la sicurezza, la disciplina,
convinti di allontanare
la paura di cambiare
verremo ancora alle vostre porte
e grideremo ancora più forte
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti,
per quanto voi vi crediate assolti
siete per sempre coinvolti...


3. La bomba in testa

...e io contavo i denti ai francobolli
dicevo "grazie a dio" "buon natale"
mi sentivo normale
eppure i miei trent'anni
erano pochi più dei loro
ma non importa adesso torno al lavoro.
Cantavano il disordine dei sogni
gli ingrati del benessere francese
e non davan l'idea
di denunciare uomini al balcone
di un solo maggio, di un unico paese,
e io la faccia usata dal buonsenso
ripeto "non vogliamoci del male"
e non mi sento normale
e mi sorprendo ancora
a misurarmi su di loro
e adesso è tardi, adesso torno al lavoro.
Rischiavano la strada e per un uomo
ci vuole pure un senso a sopportare
di poter sanguinare
e il senso non dev'essere rischiare
ma forse non voler più sopportare.
Chissà cosa si prova a liberare
la fiducia nelle proprie tentazioni,
allontanare gli intrusi
dalle nostre emozioni,
allontanarli in tempo
e prima di trovarti solo
con la paura di non tornare al lavoro.
Rischiare libertà strada per strada,
scordarsi le rotaie verso casa,
io ne valgo la pena,
per arrivare ad incontrar la gente
senza dovermi fingere innocente.
Mi sforzo di ripetermi con loro
e più l'idea va dì là del vetro
più mi lasciano indietro,
per il coraggio insieme
non so le regole del gioco
senza la mia paura mi fido poco.
Ormai sono in ritardo per gli amici
per l'odio potrei farcela da solo
illuminando al tritolo
chi ha la faccia e mostra solo il viso
sempre gradevole, sempre più impreciso.
E l'esplosivo spacca, taglia, fruga
tra gli ospiti di un ballo mascherato,
io mi sono invitato
a rilevar l'impronta
dietro ogni maschera che salta
e a non aver pietà per la mia prima volta.


Testi di Fabrizio De André e Giuseppe Bentivoglio

Musiche di Fabrizio De André e Nicola Piovani



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Music

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Top Comments

  • I consider De Andre as one of most noble poets of Italy, always speaking his mind without precautions or self-interest, denouncing social injustices, displaying a rare social conscience. It is very unfortunate that he left us, but in the end, the good and talented die young, while mediocres and parasites linger on the face of the earth, garnering wealth and accolades.

  • O voi tutti balbettatori di canzonette d'oggi... ascoltate, ragionate se potete, e desistite.

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All Comments (78)

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  • @organimagister mi trovo d'accordo su certi aspetti e per me De Andrè è un riferimento, ma allora quando torneranno le grandi canzoni se nemmeno li lasciamo provare ?

    In fede

    uno che ci spera ancora e forse ci prova.

  • @organimagister grande commento!

  • CIAO FABIO :D -SSS

  • @musicaergosum

    E proprio per la sua attualità a volte mi fa rabbia ascoltare Fabrizio, altre volte avrei preferito non conoscerlo: ti rendi conto che era ,è e sarà innarrivabile...possiamo solo ascoltare ma ahimè nient'altro.

    La sua lungimiranza scardinerà qualsiasi principio di conoscenza, lui ha capito tutta la scienza che verrà in 40 anni. Ciao Fabrizio

    Ciao Fabrizio

  • @pietrogutta perchè scrivi in inglese se ti chiami pietro guotta? mi sembra italiano come nome...

  • lunedì 27 tratterò storia di un impiegato all' esame di letteratura italiana. Sarà un onore.

  • @musicaergosum anche se voi vi credete assolti siete lo stesso coinvolti.

  • grazie per la pubblicazione dei testi, speriamo che le nuove generazioni possano leggerli e meditare in questo periodo mediocre.

  • cool,so deep

  • @SQUERTYUO: io mica lo so se ho capito De Andrè. Però ho la netta impressione che lui abbia capito me.

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