L'immersione su relitto è, a mio avviso, da considerarsi un rivivere la drammaticità dei momenti che ne causarono l'inabissamento. In una dimensione unica dove la bellezza dell'immersione non può far dimenticare il rispetto dovuto alle vittime di un naufragio o di un conflitto aereo e non toccare di conseguenza i nostri sentimenti.
La storia del SALEM EXPRESS
La sera del 15 Dicembre 1991 il SALEM EXPRESS faceva rotta verso il porto di Safâga, sulla costa orientale dell'Egitto bagnata dal Mar Rosso poco più a sud di Hurghada, per concludere il suo viaggio iniziato dal porto di Jeddah, posto sul lato Saudita del Mar Rosso.
Sovraccarico di veicoli e passeggeri, trasportava infatti centinaia di persone di ritorno dal loro pellegrinaggio alla città della Mecca, uomini d'affari, coppie e famiglie in viaggio verso l'Egitto per lavoro o per una vacanza.
Il viaggio cominciato con buone condizioni di mare era quasi alla fine, poche miglia separavano la nave in avvicinamento da sud est da port Safâga.
Col calare della notte il tempo era peggiorato ed una forte tempesta contrastava la navigazione impegnando l'intero equipaggio. Il vento soffiava forte ed il mare in burrasca limitava la visibilità.
Anche se in balia delle onde il traghetto, al comando del capitano Hassan Moro, continuò la rotta seguendo una "scorciatoia" che, abitualmente intrapresa, accorciava il tragitto della nave di almeno due ore. Questa rotta passava tra la terra ferma ed il reef di Hyndman.
Verso la mezzanotte il SALEM EXPRESS colpì sotto prua, a tribordo, la barriera corallina che oltre ad uno squarcio nello scafo causò il sollevamento del portellone di carico. Migliaia di litri d'acqua si riversarono all'interno e la nave piegandosi su un lato si inabissò in circa quindici minuti senza lasciare il tempo di lanciare le scialuppe di salvataggio.
Il SALEM EXPRESS, nella notte del 16 Dicembre 1991 si adagiò su un fondale di circa trenta metri sul lato destro, mentre le scialuppe di salvataggio si staccarono dagli appoggi delle gru e scivolarono sul fondo in assetto di navigazione posandosi accanto alla nave.
La severità della tempesta e l'ora del naufragio, mezzanotte, nonché la distanza dal porto, circa un'ora, resero le operazioni di salvataggio veri atti di eroismo.
Il numero dei morti ufficiali è di 470 e di 180 sopravvissuti.
Come spesso accade in simili circostanze, le notizie che riportano il numero delle persone a bordo a 1400 sembrano ingigantire una tragedia già di per se catastrofica.
Durante l'immersione, oltre alle macchine giù nella stiva, le valige e i pacchi di indumenti legati con un semplice spago, gli abiti e le scarpe, una radio e un televisore portatile, un giocattolo, richiamano continuamente quei momenti.
In una mattinata di vacanza ho la convinzione di avere vissuto una tra le mie più belle immersioni. Sergio.
CONSIGLIO OTTICA GRANDANGOLO !!!!!!!!!
scoppolamen 4 months ago
COMPLIMENTI PER IL FILMATO BELLO IL MONTAGGIO BELLA LA MUSICA !!!!!!!!!!!!!!
scoppolamen 4 months ago