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Sciopero, Camusso: "Stralciare articolo 8″. Sacconi: "Non se parla, adesione bassa"

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Uploaded by on Sep 6, 2011

Roma, Milano, Napoli, Torino, Ancona, Cagliari, Palermo. In oltre cento piazze italiane i lavoratori sono scesi in piazza per partecipare allo sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra del governo da 45 miliardi "dai tratti profondamente iniqui" e contro la norma dell'articolo 8, quella sui cosiddetti "licenziamenti facili". Nel giorno in cui approda in aula al Senato il decreto, e mentre il governo è ancora al lavoro sulle misure, i lavoratori incrociano le braccia per otto ore. Fermi anche bus, metropolitane e treni.

Adesioni al 60% - La Cgil stima l'adesione allo sciopero intorno al 60% dei lavoratori. La percentuale "è molto alta" - commenta Cgil - "perché va letta in relazione all'impossibilità per molti lavoratori di scioperare per garantire i servizi pubblici essenziali".
Cifre ancora più alte nel comparto dei trasporti dove, secondo la Filt Cgil, i lavoratori che si sono fermati superano tale soglia. Il blocco dei trasporti riguarda bus, metro, tram e ferrovie che si sono fermati per otto ore secondo modalità stabilite localmente e nel rispetto delle fasce di garanzia."A Roma ferme le due linee della metropolitana, le ferrovie concesse ed il 70% di autobus e tram urbani. Anche a Napoli ferma la metropolitana, la circumvesuviana ed il 60% dei bus. A Genova stop del 70% dei mezzi pubblici di superficie e alla metropolitana come a Torino. A Venezia non circolano il 60% dei vaporetti. A Palermo l'adesione nel trasporto pubblico locale è del 60%", spiega una nota del sindacato.

Camusso: l'Italia non merita questa manovra - La misura della manovra - "depressiva, incivile e inutile" - più invisa alla Cgil è l'introduzione, all'articolo 8, della possibilità che attraverso contratti aziendali e territoriali, purché raggiunti a maggioranza dei sindacati più rappresentativi, si deroghi alle leggi e allo Statuto dei lavoratori che all'articolo 18 prevede il reintegro al lavoro dei licenziati senza giusta causa per le imprese con più di 15 dipendenti.
"Siamo pronti a ricorrere alla Corte Costituzionale per cancellare questa discriminazione, useremo tutte le strade per cancellare questa vergogna", ha annunciato dal palco nei pressi del Colosseo la leader Susanna Camusso a conclusione del corteo per le strade di Roma.Al ministro del Welfare, Maurizio Sacconi, che ha parlato di adesioni "basse" escludendo una cancellazione dell'articolo 8. Infine un monito in vista del varo della manovra atteso a breve: "Se il Parlamento la approverà com'è, noi non ci rassegneremo e continueremo giorno per giorno con le nostre iniziative. Saremo nelle piazze, con le Regioni e gli enti locali che avranno il coraggio di dire di no" perché "il Paese non merita questa manovra". Susanna Camusso ribadisce che il decreto che il governo si appresta ad approvare "è sbagliato, non prevede la crescita anzi deprimerà l'economia del Paese. E' una manovra irresponsabile che ha messo in agitazione tutta l'Europa nei confronti dell'Italia. E' ingiusta, perché fa pagare i soliti noti, il lavoro pubblico, i pensionati".
Sacconi: l'art. 8 non si tocca - Il Governo dunque non ha nessuna intenzione di stralciare l'articolo 8 dalla manovra all'esame del Senato. Lo afferma il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
A Bersani che pretende addirittura la rinuncia all'articolo 8 - avverte Sacconi - rispondiamo che non se ne parla proprio nel nome, da un lato, della sua corrispondenza a una delle più esplicite richieste della Bce e, dall'altro, di un consenso che ha visto convergere la maggioranza e il Terzo polo oltre alla sua accettazione da parte della maggioranza degli attori sociali".
Bersani: giusto esserci - In piazza, affianco ai lavoratori della Cgil ci si sono anche esponenti dell'opposizione. Da Nichi Vendola a Paolo Ferrero, da Antonio Di Pietro a Oliviero Diliberto, dal verde Angelo Bonelli fino al segretario del Pd Pier Luigi Bersani. A rafforzare le ragioni politiche dell'appoggio alla mobilitazione del sindacato l'articolo 8 della manovra che consente ai contratti aziendali di derogare le leggi, comprese quelle sulla sicurezza del lavoro e sul licenziamento.
"E' giusto esserci, così come siamo stati accanto alla Cisl, alla Uil e agli enti locali". Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, commenta la sua partecipazione alla manifestazione. "Non c'è nessuno, neanche qui, che prende alla leggera quello che si deve fare", dice ancora il segretario del Pd rispondendo alle critiche sollevate nei confronti della manifestazione.
Nichi Vendola esclude l'ipotesi di un governo di transizione. "L'unica emergenza nazionale è liberarsi da questo governo. Altre formule escono dal cilindro degli illusionisti, di centro, di destra e di sinistra, e gli illusionisti hanno già fatto troppi danni a questo Paese".

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