Personaggio femminile di una Cantata tipica della commedia dell'arte settecentesca ritualmente rappresentata a Visciano durante il Carnevale fino agli anni '60 e riproposta, di tanto in tanto, con alterna fortuna.
Nel Ridiculuso contrasto de matremmonio, musicato dal Cimarosa, Zeza(Lucrezia) è la moglie di Pulcinella.
Il personaggio teatrale è passato, quindi, a designare, secondo la lezione dell'abate Galiani", chi si fa pregare a fare una cosa che pur internamente brama di fare" e, per estensione, chi mantiene un comportamento leggero, sdolcinato e vacuo.
Il nome comune è successivamente diventato maschile, attagliandosi al tipo intraprendente, ma manierato e lezioso: Nu' fa' 'o zezo...
Il significato del termine si è ulteriormente arricchito con riferimento a circostanze e/o situazioni confuse e ridicole: Cercammo 'e nun fa' zeza...
(da Abbecedario viscianese di D.Montanaro e A.La Manna,Longobardi Ed.,2002)
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