Moltitudine e corpi
di Leonardo Spina
con la collaborazione di
Stefano Maria Girardi e Marco Rulli
durata: 01':15''
Spesso consideriamo la moltitudine come una massa omogenea, perlopiù con accezione
negativa.
Invece consideriamo noi stessi, come individui non del tutto collocati in questa quantità
indenita di corpi.
L'opera inizialmente sembra avvalorare questa tesi presentandoci un individuo totalmente
immerso nella massa, ma nettamente diverso dagli altri individui che la compongono.
La scena succesiva però cambia nettamente il punto di vista dello spettatore che si trova
catapultato nel corpo di quello che sembra essere il protagonista dell'opera,
Il cambio di scena pone lo spettatore difronte alla moltitudine di corpi che è in ognuno di
noi, cuore, polmoni e cervello, diventano personaggi disegnati, al ne si portare lo spettatore
a considerarli esseri umani e quindi a coglierne maggiormente le dierenti caratteristiche,
e allo stesso tempo di capire quanto essi siano imprescindibili l'uno dall'altro, quanto
siano di vitale importanza l'uno per l'altro.
Proprio quando lo spettatore arriva a concepire questa nuova moltitudine come legata
indissolubilmente e quindi a darle una accezione positiva, la scena cambia nuovamente e
dall'interno di un corpo, ci si trova nuovamente al suo esterno.
Un'esterno diverso, un altro individuo, un altro corpo, a voler signicare che quella continuità
di sanque, respiro e pensieri alla quale si è appena assistito, faccia parte in realtà di
un usso più ampio, esteso ad una moltitudine di corpi che prescinde dall'individuo e allo
stesso tempo lo inserisce in un ussso di interscambio vitale con la moltitudine..
I disegni dallo stile scarno, quasi infantile, i 'rumori vocali' dei corpi e la carta da pacchi,
elemento povero per eccellenza, vogliono esaltare l'essenzialità del contenuto.
pensapensapensapensapensapensapensapensapensapensapensapensa
ashdrubale 2 years ago