140 anni di azione cattolica- Gruppo Taviano

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Uploaded by on May 11, 2008

Non so perché, Signore,
pregandoti, stamattina,
improvvisamente mi sono reso conto
che non ti avevo mai immaginato ridere.
Sì, ridere!
Ridere di una vera risata sonora,
che diffonde i suoi echi in ondate successive,
verso gli altri che l'accolgono, felici per queste gioie donate.
Ti immagino pacato,
ogni tanto con un sorriso discreto,
ma soprattutto serio e grave, qualche volta in lacrime.
Ma Signore, tu sai quanto sono felice di sapere che sei stato capace di piangere!
I tuoi evangelisti però non hanno ritenuto di dirci
. che un giorno, in tale o in tal altra circostanza,
ti eri fatto una bella risata.
Me ne dispiace.
Ti vedo anche bello, pieno di luce,
o Signore, trasfigurato nella preghiera,
oppure con gli occhi brillanti di collera,
che fustighi gli ipocriti della morale e della religione.
Ti vedo sfigurato, tremante di solitudine e di paura,
sanguinante sotto le torture.
Ma che ridi di cuore... decisamente no!
Eppure ridevi, ne sono sicuro.
Anche se le anime buone pensano,
forse, che non sia conveniente!
Tu ridevi, fanciullo, a Nazareth,
quando giocavi in piazza con i tuoi compagni,
ridevi, adolescente, con i tuoi cugini,
nella carovana, al ritorno dal Tempio.
Ridevi con i tuoi discepoli,
alle nozze di Cana in Galilea, e cantavi,
e ballavi se gli altri ballavano.
Ma dopo...faccio fatica ad immaginarlo...
Ho cercato il perché.
Penso di averlo trovato...
È che ho poca fede!
Senza troppa difficoltà, credo che tu sia Dio.
Tuo Padre me lo ha suggerito,
ne sono sicuro, poiché ci hai detto che da soli
non potevamo crederlo, e lo ringrazio per questo dono
meraviglioso che trasforma la mia vita.
Ma confesso, non è facile per me
credere che tu sia uomo.
Non un superuomo: un uomo.
Uno vero. .
E che non hai giocato a fare l'uomo, mascherato da uomo
per fingere di essere con noi, solidale per tutta la nostra vita.
Uomo con noi,
Uomo come noi.
Ho pensieri strani, Signore, ma cosa vuoi,
pensare a te così vicino a noi... così simile a noi
perché possiamo diventare simili a te mi rende felice.
Talmente felice che mi meraviglia e
mi dispiace vederci così seri quando parliamo di te.
Non capisco perchè abbiamo l'aria triste
quando ci riuniamo e offrire con te al Padre la tua sofferenza,
le tue lacrime, le tue gioie...e le tue risate!
Gli uomini intorno a noi crederebbero forse più in te
se fossimo più allegri e se lo si vedesse!
Scusami l'impertinenza ma stasera ho voglia come i bimbi piccoli
sulle ginocchia del fratello maggiore : «Dai! Fammi ridere!»
Sì, è la mia preghiera inattesa,
Signore, fammi ridere!
Perché, a mia volta, io possa far ridere i miei fratelli.
Ne hanno tanto bisogno!

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