Il brano "Imagines vocis" scritto per percussioni e oggetti sonori rivisti in chiave sonora trova il suo significato nel titolo. "Imago vocis" è il termine latino che significa "eco". L'intera composizione è infatti incentrata su echi e risonanze. Sono presenti 4 set di percussioni composti dagli stessi strumenti e oggetti sonori ma dal grave all'acuto e in un set è presente anche la serraggia, strumento etnico in cui vengono utilizzate nuove sonorità. Gli strumenti per ogni set sono: spring drum, vibratone e log drum. Ognuno sfrutta più possibilità sonore e per questo vengono utilizzati anche elementi esterni come l'acqua. La composizione si può dividere in "luoghi" ben distinti, ognuno "abitato" da uno strumento proprio ma arricchito via via dalle risonanze degli strumenti precedenti, sino ad arrivare a metà dove a specchio (l'asse speculare sono i log drum) si ritrovano gli elementi della prima parte ma con risonanze sempre più presenti. La seconda parte non è perfettamente speculare alla prima ma è variata dando al pezzo una struttura semi circolare, semicircolarità presente anche nella sistemazione sul palcoscenic
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