Alla fine ce lhanno insegnato loro che il trucco sta tutto nel leggere i segnali. Sarà per questo, forse, che a qualcuno fa tanto comodo farceli arrivare sempre spaiati i segnali convincendoci poi che siano i modi dellinformazione.
Cera una volta lItalia dellingegnere Lo verde. Non è linizio dellennesima fiction sugli ingegneri in corsia o una puntata di Fantozzi che latita tutti, lingegnere Lo verde è una delle chiavi di quel bordo scivoloso del 1992 su cui a Mafiopoli si è costruita la seconda repubblica. Una repubblica a forma di buccia di banana. Lingegnere Lo verde telefonava abitualmente a don Vito Ciancimino, e questo sarebbe di per sé abbastanza normale. Ciancimino era il re Mida ingegneristico di Palermo, lunico uomo che riusciva anche per un vaso di gerani a farsi dare labitabilità. Quellartista futurista incompreso che aveva buttato giù dei vecchiardi e inutili palazzi liberty per sostituirli con delle belle case a forma di pacco, molto meno ricchione. Molto più moderne e meno ricchione. Anzi Vito Bros Ciancimino si incontrava con un certa regolarità presso la sua abitazione Roma con lingegnere Lo Verde. E tutti e due sul tappeto della sala progettavano con i mattoncini del lego unItalia a forma di sbriciola. Chissà che ridere. Ma cè un però. Dietro le spoglie del metafisico ingegnere Lo Verde cera una temibile prostata con attaccato Binnu Provenzano tutto intorno. La prostata più ricercata dItalia. Quella che si dice un prostata latitante (e qui i doppi sensi si sprecherebbero). Ci raccontano di questi amplessi adulteri e furtivi nel processo Gotha a Palermo, di cui a Mafiopoli nessuno parla perché sono tutti impegnati a recensire lultimo modello di bambola gonfiabile del re. Le malelingue (che a Mafiopoli sono necessarie come il buco in fondo alla schiena) dicono che non si può dare credito ad un testimone solo perché è omonimo Ciancimino di Don Vito Bros, e solo perché suo figlio, e solo perché ha pianto a lungo mentre lingegnere Lo Verde gli rubava la gru dei Playmobil con la cicoria tra gli infissi dei denti. Del resto dice il principe cacchiavellico durante linaugurazione del ponte da Messina a Pattaya solo con una libera circolazione di soldi, papelli e di persone si può affermare di essere un popolo libero! E giù un applauso scrosciante come lo sciacquone del cesso.
il problema è che hai ragionissima ma purtroppo sei un pò noioso
federikasmoter 1 year ago
Giulio,
complimenti uno dei tuoi soliti interessanti soliloqui.
Bravo,continua così
ppraox 2 years ago