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Ruoppolo Teleacras - L'abisso del carcere

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Uploaded by on Sep 3, 2010

Il servizio di Angelo Ruoppolo ( http://www.facebook.com/profile.php?id=1504665955#!/pages/Angelo-Ruoppolo/401... ) Teleacras Agrigento del 3 settembre 2010.
"Noi, sepolti vivi nell'abisso del carcere ''. I detenuti in massima sicurezza del ''Petrusa'' di Agrigento scrivono una lettera all'Ufficio del Garante per i detenuti ed alla Procura di Agrigentoi.
Ecco il testo :
Una telecamera su due piedi che camminano a nord del carcere Petrusa di Agrigento, a nord della citta' della Valle dei Templi. Da un marciapiede, oltre la ringhiera, ecco le finestre sbarrate dei carcerati. Urla e chiasso. Il ferro martellato da posate e piatti. Sono immagini risalenti nel tempo, che testimoniano quanto sia ormai atavica e ricorrente la sofferenza tra i detenuti. Infatti, anche adesso i carcerati in massima sicurezza del penitenziario agrigentino hanno impugnato la penna ed hanno scritto nero su bianco. Una lettera all'Ufficio del Garante per i detenuti ed alla Procura di Agrigento. Ecco il cahier de doleances, che tradotto dal francese e l'elenco delle lamentele, e che in siciliano sarebbe '' il papello ''. ''Viviamo in condizioni di illegalita'. Al "Petrusa" manca spesso l'acqua. Non possiamo lavarci e lavare lo spazio in cui viviamo. Poi gli scarichi dei bagni delle celle sono chiusi. Poi i bagni non sono areati, sono senza finestra, capito? E gli aspiratori non funzionano ormai da diversi mesi. Poi, i locali doccia sono fatiscenti. E cosi' anche i reparti di infermeria, igienicamente pessimi. Abbiamo chiesto di mantenere aperti i blindati delle celle durante la notte, contro il caldo, ed hanno risposto no. E noi soffochiamo, in 2 o 3 in piccole stanze. Abbiamo chiesto la televisione dopo la mezzanotte, ed hanno risposto no. Abbiamo chiesto colloqui con il Dirigente sanitario, no. Ed anche le visite specialistiche non sono mai eseguite. Dunque, noi detenuti in massima sicurezza del carcere Petrusa di Agrigento denunciamo che l'articolo 27 della Costituzione recita il contrario di come noi, qui nel carcere di Agrigento, siamo costretti a vivere". Punto. Leggiamo l'articolo 27 della Costituzione, che e' sempre bene rileggere : "La responsabilita' penale e' personale. L'imputato non e' considerato colpevole sino alla condanna definitiva. Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanita' e devono tendere alla rieducazione del condannato. Non e' ammessa la pena di morte".

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  • Si raccoglie ció che si semina....

  • quello che leggo tra i commenti di questo straordinario servizio è davvero assurdo... pensate un pò a chi non ha sbagliato e si trova in una cella di 8 mq insieme ad altre tre persone.... rileggetevi l'art. 27 della costituzione e l'ordinamento penitenziario. grazie

  • ma tutta questa gente i diritti li cerca e li pretende,ma quando sono fuori e tolgono i diritti agli altri non ci pensano,aggressioni,rapine scippi violenze questa e la loro legge.a disc apito delle persone deboli,sono come le iene attaccano in branco e i più deboli.e po si lamentano delle condizioni in cui si trovano in carcere.forse pensano di stare in vacanza.ognuno si prende le proprie responsabilità.già è tanto quello che vi danno.

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