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Nuova iniziativa a Messina per il "Bicentenario del respinto sbarco francese in Sicilia"

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Uploaded by on Nov 30, 2010

Nell'ambito delle iniziative promosse dall'Associazione Amici del Museo di Messina per il "Bicentenario del respinto sbarco francese in Sicilia" si è svolto a Messina, in un gremito Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca, Lunedì 29 Novembre alle ore 17.30 un'incontro dal titolo: "Risvolti Politici dietro al tentativo di occupazione francese della Sicilia nel settembre del 1810". Ne ha parlato lo storico Alessandro Fumia dopo una interessante introduzione del Prof. Dario Caroniti, Docente di Storia delle Dottrine Politiche presso l'Ateneo di Messina nonchè Assessore Comunale alle Politiche della Famiglia. Ha moderato i lavori il Segretario dell'Associazione il giornalista e storico dell'arte Dott. Marco Grassi. Al termine è avvenuta la presentazione e la degustazione del "Callout delle Due Sicilie" ideato dal maestro pasticcere Luigi Bongiorno. Una particolare torta che portava le insegne dell'antico Regno Duosiciliano composto dagli emblemi del cavallo rampante del Regno di Napoli, della triscele del Regno di Sicilia e i tre gigli d'oro della Monarchia Borbone. L'intervento introduttivo del Prof. Caroniti ha dato un quadro generale del periodo storico in cui avvenne questo tentativo francese di occupare la Sicilia soffermandosi in modo particolare ad una nuova rilettura degli ideali che portarono alla Rivoluzione Francese. Mentre Fumia ha portato a conoscenza nella sua interessante relazione su inediti documenti del cotrospionaggio inglese e borbonico con la scoperta di alcune lettere personali intercorse tra Napoleone Bonaparte e la Regina di Napoli e Sicilia Maria Carolina in merito a possibili accordi poi non andati in porto. Queste iniziative, che godono del Patrocinio del Comune di Messina, del Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio e dell'Istituto Italiano dei Castelli, hanno l'obiettivo di far conoscere alla cittadinanza alcune pagine della nostra storia poco conosciute e valorizzate. All'incontro, oltre al qualificato e numeroso pubblico, erano presenti anche gli Assessori Comunali Pippo Isgrò e Salvatore Magazzù, il Vice Comandante della Polizia Municipale Cap. Lino La Rosa, l'Esperto del Sindaco per gli Eventi Religiosi Nino Di Bernardo e il Barone Giuseppe Amato per l'Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Proprio quest'anno infatti per i Villaggi a Sud di Messina, in modo particolare per le Vallate di Briga, S. Stefano, Galati e Mili, ricorre un significativo anniversario. Proprio duecento anni fa, il 18 Settembre 1810, gli abitanti di queste contrade bloccarono con efficacia un tentativo di sbarco delle truppe francesi di Gioacchino Murat le cui intenzioni erano quelle di occupare l'intera Isola, unica regione d'Europa rimasta libera dal dominio francese, oltre che l'Inghilterra. Tale sbarco rivestì un particolare interesse strategico, perché concluse la fase di conquista che Napoleone Bonaparte aveva portato avanti per anni e segnò l'inizio del declino dell'Armata francese. All'azione presero parte circa tremila francesi, provenienti dalle coste calabresi, sotto la guida del Generale comandante Cavaignac. Sorprendente fu l'intervento delle popolazioni locali a cui solo successivamente si aggiunsero le truppe inglesi dislocate lungo il litorale siciliano a rincalzo dell'esercito borbonico composto tra l'altro da reparti svizzeri e tedeschi accampati presso il Monastero di San Placido Calonerò. Quindi uno scontro dai risvolti inaspettatamente europei che merita di essere ricordato nella ricorrenza bicentenaria. Oltre al Monumento di Mili, sempre legato a questo evento storico, rimangono altri significativi cimeli tra cui i brandelli della bandiera di combattimento francese presa a suo tempo dagli abitanti di Mili che, dopo essere stata conservata per quasi un secolo in Cattedrale, oggi si conserva nei depositi del Museo Regionale, e alcuni tamburi presi sempre alle truppe murattiane tra cui quello che un tempo si conservava a Pezzolo si trova da qualche anno al Museo Musica e Cultura dei Peloritani di Gesso mentre un altro si dovrebbe conservare a Galati. Un intero anno di iniziative culturali atte a promuovere e conoscere questa importante pagina della nostra storia dai rivolti europei.
Foto d'arte di Venera Finocchiaro.

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