Il viaggiatore onirico, uno spettacolo jazz

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Uploaded by on Dec 23, 2010

Di Emanuele Conte
Molto ma molto liberamente tratto da AUTUNNO A PECHINO di Boris Vian
Regia di Emanuele Conte
Musiche di Dado Moroni
Videopriezioni e animazioni di Gregorio Giannotta
Scena di Luigi Ferrando
Costumi di Bruno Cereseto
Luci e suoni Tiziano Scali
Assistente alla regia Gianni Masella


Con
Amadis Dudu - Enrico Campanati
Angel - Alessandro Bergallo
Rochelle - Silvia Bottini
Prof. Mangemanche - Alberto Bergamini
Athanagore - Nicholas Brandon
Antenne Pernod - Pietro Fabbri

Direttore di scena - Davide Sorlini
Regia video - Luca Riccio
Capoelettricista.- Danilo Deiana
Attrezzista - Renza Tarantino
Realizzazione scena - Paola Ratto e Carlo Garrone
Macchinista - Marco Lubrano
Direzione tecnica -- Roberto D'Aversa
Si ringrazia Roberto "Robbo" Vigo 010 Studio

SPETTACOLO
Il Teatro della Tosse ha aperto la stagione 2010/2011 con lo spettacolo Il viaggiatore onirico di Emanuele Conte tratto liberamente dal romanzo Autunno a Pechino dello scrittore e musicista francese Boris Vian.
Il viaggiatore onirico è una coproduzione tra il Teatro della Tosse e il Festival della Scienza, che da fin dalla prima edizione collaborano insieme con crescente successo.
Il viaggiatore onirico di Conte è un lavoro, che ragiona sulla dimensione del sogno e sulle dinamiche della comunicazione inconscia. I mezzi di trasporto reali sono un'allegoria per analizzare i punti di contatto visibili e invisibili tra sogno e realtà, mantenendo intatta la potenza eversiva delle opere di Vian.
L'impatto visivo dello spettacolo è molto forte, e catapulta lo spettatore in una realtà bidimensionale in bianco e nero, grazie all'uso di proiezioni video e all'interazione tra attore e disegni animati.
I post-romantici e bizzarri protagonisti di questa storia, interpretati da Enrico Campanati, Pietro Fabbri, Silvia Bottini, Alberto Bergamini, Nicholas Brandon e Alessandro Bergallo interagiscono sul palco con personaggi creati dall'illustratore Gregorio Giannotta, che per lo spettacolo ha realizzato centinaia di tavole. Giannotta ha pubblicato disegni, illustrazioni e storie a fumetti per diversi editori, e ha collaborato alla realizzazione di diversi film d'animazione. Nel 2001 ha partecipato alla biennale dei giovani artisti a Sarayevo.
I disegni animati saranno proiettati sul palco trasformando il teatro in un luogo sospeso tra due dimensioni. Dai bozzetti di Giannotta, Bruno Cereseto ha realizzato i costumi di scena.
Terzo elemento fondamentale dello spettacolo, insieme agli attori e ai disegni animati, sarà la musica di Dado Moroni. Il grande musicista italiano ha composto le musiche originali dello spettacolo, diventandone anche un protagonista. Gregorio Giannotta, infatti ha creato/disegnato un Dado Moroni in matita e pastelli, che sarà in scena con gli attori in carne ed ossa.
Nessuno meglio di un jazzista di fama mondiale poteva tradurre in note le pagine scritte da Boris Vian. Moroni ha saputo cogliere le sfumature, le improvvisazioni e gli umori dell'artista francese, che prima di diventare scrittore è stato un grande jazzista degli anni '40, e questo stile musicale così imprevedibile è stato anche il filo conduttore della sua opera letteraria.
A rendere ancora più fantastica l'atmosfera sono le scene, realizzate da Luigi Ferrando, che coinvolgono emotivamente lo spettatore trasportandolo in una dimensione grottesca in bilico tra il fantastico e la realtà. La scena verrà percorsa in lungo e in largo dai protagonisti, ma grazie all'uso di botole e porte oblique i personaggi potranno salire e scendere sfidando, come nei sogni le leggi della forza di gravità. Un mondo dominato dalle regole della patafisica, ovvero la scienza delle soluzioni immaginarie.
Grazie a questo spettacolo la Tosse ritorna alle sue origini: scena, costumi e luci giocano con il bianco e il nero come accadeva nell'Ubu Re, messo in scena da Tonino Conte ed Emanuele Luzzati nel 1975, primissimo titolo della lunga storia del Teatro della Tosse. Molti sono anche i punti di contatto tra Alfred Jarry, autore dell'Ubu e padre del teatro dell'assurdo, e la scrittura "jazzistica" di Boris Vian.

PER INFORMAZIONI SULLO SPETTACOLO POTETE CONTATTARE
la FONDAZIONE LUZZATI TEATRO DELLA TOSSE
Francesca Giacardi
distribuzione@teatrodellatosse.it
www.teatrodellatosse.it

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