le studentesse e gli studenti medi e universitari di Taranto, hanno deciso di fare un flash mob alle 13.30 all'interno del Centro Commerciale Auchan, per sottolineare in modo provocatorio e satirico, contro chi ci etichetta come violenti, in quello che è il centro del consumismo, che il nostro futuro e la nostra cultura non sono in vendita.
La nostra mobilitazione contro i tagli e la riforma dell'Università dura da ormai tre anni, ma nulla ci ha impedito ancora oggi di manifestare il nostro dissenso.
Nessun movimento si è mai spinto ed è durato sino al 22 Dicembre, questo perché siamo convinti delle nostre idee e dei motivi che ci spingono a chiedere di non approvare la riforma. Ma nonostante tutto, il Governo e il Ministro Gelmini continuano ad ignorarci, a far finta che milioni di studenti in tutta Italia, da Torino a Taranto, insieme a ricercatori, docenti e precari della conoscenza non esistano.
Non è questo l'atteggiamento di un Governo che si definisce democratico, che ormai è lontano da tutto quello che accade nella realtà e continua a fare riforme per pochi contro i bisogni di molti. Ancora oggi abbiamo dimostrato che il nostro è un movimento consapevole di quelle che sono le reali esigenze del comparto della conoscenza, che vuole essere ascoltato e prendere parte alla formazione di una riforma condivisa da tutti e non calata dall'alto.
Colorati e pacifici come sempre, contro chi ha fatto di tutto pur di farci prendere una deriva violenta, i cortei, come i presidi o i flash mob hanno isolato e ignorato i luoghi del potere e messo in ridicolo ogni loro azione. Il nostro flash mob ne è stato proprio l'esempio, dove oltre alla partecipazione delle studentesse e degli studenti si è avvertita la solidarietà e l'empatia della persone presenti, che hanno dimostrato questi sentimenti con un lungo applauso al termine della nostra iniziativa.
Anche se verrà approvata la riforma, è importante come nella città di Taranto, centinaia di studentesse e studenti, hanno preso finalmente coscienza dei propri diritti e delle problematiche non solo universitarie, ma anche giovanili, del mondo del lavoro e dei beni comuni. Sarà una rampa di lancio affinché i giovani di questa città si riapproprino del proprio presente e inizino a costruire in modo coscienzioso il proprio futuro.
soluzione:
1)il ricercatore avrà un microchip al polso per verificare ore di lavoro e produttività(6 giorni lavorativi x 7h)
2)l'università darà pieni poteri e risorse(€) al ricercatore.
3)Se al termine dei primi 6 mesi, dai tabulati del microchip, si verifica che il ricercatore ha prodotto poco(lontano dagli obiettivi)l'università espelle il ricercatore definitivamente e ne nomina un altro/i.
4)se la verifica da esito positivo si prosegue x altri 6 mesi e cosi via
5)risultato: zero fannulloni..
kedfdfsx2 1 year ago