Catacombs - Catacombe San Marziano - Catacombs of Syracuse

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Uploaded by on Dec 26, 2008

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Catacombe di San Marziano
Catacombs of Syracuse
Se si eccettua il periodo dei tiranni, che a Siracusa segna il massimo di espansione culturale e politica, non v'è altro paragone, in nessuna altra epoca, che possa tenere il confronto con tutto ciò che lasciò il periodo paleocristiano. Intanto tutto intorno all'area effettivamente abitata (Ortigia - Acradina) si realizzarono i vasti cimiteri sotterranei, ognuno dei quali legato a un particolare momento culturale e connotato da una particolare caratteristica: le catacombe di S. Giovanni, il sistema più monumentale e più meditato nell'impianto planimetrico, vicino al primo luogo chiesastico di periodo cristiano in Sicilia: la cripta di S. Marziano. Le arcaicissime catacombe di S. Lucia, dedaliche e ancora non completamente esplorate.

Le catacombe di Vigna Cassia realizzate su diversi piani di escavazione e infine le catacombe di S. Maria del Gesù. A questo sistema di cimiteri pubblici che per vastità e importanza non hanno riscontro che a Roma, si affiancano le tombe private, i ricchi ipogei ricavati nell'area dei vecchi e ormai disabitati quartieri greci, ornati da pitture parietali, come quelli ritrovati entro la villa Landolina.

Le chiese vedono la realizzazione di uno schema di basilichetta primitiva a portico, vale a dire senza interclusione fra le pareti perimetrali e le zone esterne (S. Focà e Palagonia: così doveva anche essere la scomparsa chiesa della Pinta a Palermo) e, più tardi, su schema diverso, la costruzione di basiliche come S. Pietro intra moenia e S. Pietro ad Bajas.

Sempre su queste forme venne costruita in periodo bizantino la nuova cattedrale in Ortigia ricavata dalla trasformazione dell'Athenaion. Un'altra basilichetta ricavata nell'area di una precedente costruzione classica fu quella oggi chiamata piscina romana della quale più appresso parleremo e la chiesa ricavata entro il perimetro della cella del tempio di Apollo.

È chiaro che dal punto di vista urbanistico nulla fu più, sia pure da lontano, paragonabile al periodo greco, alla metropoli dei Geloni e dei Dionigi, alla città che aveva battuto gli etruschi, i cartaginesi e tenuto testa a Roma.

Siracusa non raggiungerà più quella dimensione di metropoli fittamente popolata ed enormemente estesa in relazione alle coeve città del mondo mediterraneo. È chiaro che nei confronti della città greca ogni periodo, ad eccezione di quello romano che vide grandi lavori di sistemazione urbanistica, fu un momento di regresso.

La tendenza inarrestabile che già era ben manifesta verso lo spopolamento, dovuto sia alla contrazione demografica sia all'esodo verso le campagne (dove si organizzarono forme di vita sociale che prefiguravano chiaramente il feudalesimo), si fa progressivamente più evidente ed è manifestata dall'avanzamento delle necropoli entro il cuore dei vecchi e ormai disabitati quartieri greci di Tiche e della stessa Neapoli per poi investire, già dal Il secolo dopo Cristo, l'Acradina, che appunto fu sede dei grandi cimiteri pubblici cristiani: S. Giovanni, S. Lucia (il sistema cimiteriale più vasto e più antico), S. Maria del Gesù e Vigna Cassia.

Lo spopolamento, al quale già Augusto tentava di porre rimedio in tutto il proprio impero varando una apposita politica demografica, fu dovuto anche, nei riguardi dell'esodo dalle zone urbanizzate verso la campagna, a situazioni di incertezza politica che ormai facevano della città un poco sicuro rifugio. E infatti proprio nel III secolo, a fronte della contrazione di Siracusa e dell'insediamento di zone cimiteri ali nel cuore dell'antica città, sta il sorgere della splendida villa del Casale di Piazza Armerina, sede di un'ultima romanità arroccata entro vaste tenute gravitanti intorno alla dimora signorile che insieme era munita contro i pericoli esterni.

È vero che Siracusa era stata cinta dalla poderosa cinta dionigiana costruita a sua difesa ma è logico pensare che tale opera fosse ormai invecchiata e che mancassero le forze per il suo restauro. Durante i secoli romani, infatti, la consistenza politica dello stato romano e la conseguente sicurezza della vita cittadina avevano procurato l'abbandono del sistema della fortificazione urbana che venne invece ripreso già a partire dal II secolo, quando lo stato romano cominciò a fare naufragio. Ma a quel tempo, posto che si fosse restaurata l'opera greca, sarebbero mancati gli uomini per poterne presidiare l'enorme sviluppo lineare che presupponeva una città densamente popolata e urbanizzata in ogni parte.

Il primo insediamento cimiteriale, di età romana, fu realizzato nell'estremità orientale della Neapoli, in contrada Grotticelle. La maggior parte delle tombe di questa necropoli è di periodo romano e solo dopo il III secolo si ha, nella stessa zona, qualche tomba cristiana.

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