Tre fate vivono nella felice sospensione dellincredulità. Fare magie e far spuntare fiori, dipingere prati, far piovere, stendere arcobaleni. Tutto giocando, cantando, suonando e ballando. E accendere le stelle e far venire buio quando vien la sera, è accoccolarsi, stare vicine per ascoltare insieme il profumo e il suono dei pensieri e dei segreti che sono nellintimo dei bambini: le fate non li hanno mai incontrati e sono curiosissime. Che cosè il dentino da latte che un bambino ha messo sotto il cuscino nella speranza di trovare una moneta al suo risveglio? Si scopre così che una delle tre fate conosce molte cose dei bambini: sarà lei, quindi, che salterà la porta magica per incontrarli davvero. Sarà un incontro meraviglioso, una relazione attraverso i sensi in cui nasceranno emozioni nuove. Ma ella proverà anche una nuova esperienza: si innamorerà e tutto ciò comprometterà la sua condizione di fata libera e immortale; col desiderio (avvertito per la prima volta, perché le fate non desiderano, possono tutto) di mantenere una promessa fatta, torna nel suo regno fatato per ritrovarlo unultima volta. Dovrà, infatti, abbandonarlo, rinunciare allimmortalità, alleterno e perpetuo: non dimenticherà tuttavia la sua giocosa possibilità di creare e inventare; sarà solo un po diversa, più umana e forse scoprirà altro per essere una mamma magica, proprio come una fata buona.
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