Oggi, quindici anni dopo, non è cambiato nulla. L'impressione è che, ai piani alti del potere, quelle verità indicibili le conoscano in tanti, ma siano d'accordo nel tenerle coperte da una spessa coltre di omissis. Per sempre.
L'agenda rossa è la scatola nera della Seconda Repubblica.
Dall'introduzione di Marco Travaglio.
Chi ha rubato l'agenda rossa di Paolo Borsellino?
Chi se ne serve, da quindici anni, probabilmente a scopo di ricatto?
Se non cerchiamo di rispondere a queste domande, non possiamo dirci cittadini italiani consapevoli, ma soprattutto non possiamo illuderci di aver onorato la memoria di Paolo Borsellino e dei cinque agenti della sua scorta assassinati 15 anni fa in via DAmelio con l'ennesima esplosione stragista della storia repubblicana.
La memoria è importante. Ma attenzione: la ginnastica della memoria rischia di trasformare la memoria in uno sterile esercizio di autocommiserazione. Non bastano più i rituali commemorativi a base di retorica, passerelle, applausi e commozione per poi tornare a casa e ricominciare tutto come prima. Perché i rituali producono quella melassa emozionale che è il fertilizzante delle fiction antimafia, tanto di moda oggi: quelle agiografie ad uso e consumo della buona coscienza nazionale, che hanno il pregio di informare l'opinione pubblica, ma il difetto di banalizzare la storia perché divulgano verità di comodo, che in genere non offendono nessuno, che non mettono nulla in discussione, ma siccome fanno audience, allora vanno bene lo stesso.
La memoria distorta non aiuta a capire. E la verità ufficiale, se non è verità fino in fondo, è disinformazione.
Salvatore saremo sempre vicino a te finchè non conosceremo la verità. RESISTENZA, RESISTENZA, RESISTENZA, RESISTENZA SALVATORE!!!!!!
giocabula 1 year ago
SIETE VIVI NEI NOSTRI CUORI
indianosapiente 1 year ago
Grazie per questo video.
superficaoca 2 years ago