ROMA - La trattativa con la mafia nei primi anni 90 c'è stata e anzi Cosa nostra aveva capito di poter ricattare lo Stato. A sostenerlo è il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, intervistato dal Tg3 della sera. E le sue parole rilanciano la polemica esplosa in questi giorni dopo la consegna alla Procura di Palermo delle copie di quello che il figlio di Vito Ciancimino assicura essere il "papello" elaborato da Riina per avviare la trattativa tra Stato e mafia.
E Piero Grasso spiega: "Quando Riina dice a Brusca, come lui ci riferisce, che 'si sono fatti sotto' vuol dire che è scattato il meccanismo di ricatto nei confronti dello Stato: la strage di Falcone ha funzionato in questo modo. L'accelerazione probabile della strage di Borsellino può allora essere servita a riattivare, ad accelerare la trattativa con i rappresentanti delle istituzioni".
"Anche via D'Amelio - sospetta Grasso - potrebbe essere stata fatta per 'riscaldare' la trattativa. In principio pensavano di attaccare il potere politico e avevano in cantiere gli assassinii di Calogero Mannino, di Claudio Martelli, Giulio Andreotti, Carlo Vizzini e forse mi sfugge qualche altro nome. Cambiano obiettivo probabilmente perché capiscono che non possono colpire chi dovrebbe esaudire le loro richieste. In questo senso si può dire che la trattativa abbia salvato la vita a molti politici".
parlano adesso xkè sanno ke gli italiani ormai sn narcotizzati...
filodx85j 2 years ago
Grazie per la prontezza nel postare il video.
dangi79 2 years ago
Tutte le "stragi" portano a Roma
immadep 2 years ago
semplicemente inquietante!!! ..............l'omicidio Borsellino funzionale a scaldare le trattative......SEMPLICEMENTE UN GRAVISSIMO ERRORE/ORRORE...E QUALCUNO DOVRA' PAGARE PER QUESTO....UN CONTO APERTO CON TUTTI GLI ITALIANI!
paoleo2007 2 years ago
grazie luca per questo video!! VOGLIAMO LA VERITà....
semprefolle89 2 years ago