Per questa nuova mostra Alberto Maria Giulini ha deciso di operare sulle efferenze, assumendo come punto
di partenza un proprio paesaggio eseguito ad olio su tela qualche anno fa (la nostra storia, in fondo,
sintreccia a tempi minimali): unampia veduta montana dove la luce gioca nel seno di una valle. È risalito
quindi alle radici della sua pittura, se così si può dire, ma procedendo in senso opposto, dalla complessità e
complicazione materica - per la via di una decostruzione formale - alla ricostituzione, per gesti essenziali
corrispondenti a traiettori semplificati, di variazioni figurali sul tema. Esiti ottenuti non tanto attraverso
labolizione della materia quanto attraverso una sua revisione critica, per quellesigenza di riduzione che si
connatura alle menti aperte.
È una composizione di Brahms che Giulini qui invoca come riferimento, e non senza fondamento. Si tratta
delleVariazioni su un tema di Haydn nella versione per orchestra (Opus 56 a, Vienna 1873) che troviamo
altresì ad accompagnare la sapiente trascrizione video realizzata dal pittore, come dabitudine senza enfasi,
a documentazione dei passaggi esecutivi dei propri aquerelli sulle carte.
Alberto Crespi
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gunnvigdisnorway 2 years ago