Stereo - 1969 di David Cronenberg.
La prima opera (!!!) in 35 mm del cineasta canadese in pellicola b/n senza suono in presa diretta, o meglio ancora, senza alcuna banda sonora. Le voci dei narratori esterni ci parlano di "cibernetica sociale umana" o di "induzione biochimica dello spirito alla comunicazione telepatica".
Stereo è davvero un film fedele al suo titolo: è cioè un flusso d' immagini e di suoni che possono essere fruiti autonomamente, ovvero, è uno dei pochi film della storia del cinema fondati sulla separazione della banda-video dalla banda-audio. Insomma, un film che è anche materialmente "mutante" (tema assai caro, ossessivo e costante nel cinema di Cronenberg) rispetto agli statuti linguistici e alle gerarchie estetiche dominanti.
Stereo è l' incub-azione dello sguardo di Cronenberg sul corpo, sulla mente e sul mondo: è l' embrione (o matrice generativa) dei suoi incubi futuri. Nella sua sintassi volutamente sconnessa e "scucita", nei suoi trapassi analogici e antinarrativi, nella sua assenza di dialoghi e di "personaggi" (come siamo abituati ad intenderli), Cronenberg sperimenta con originalità il linguaggio delle avanguardie ma getta anche le basi del suo repertorio iconografico. In una delle rare scene ambientate in esterno, il protagonista è seduto per terra e medita con gli occhi socchiusi. Nel terreno accanto, fra le foglie, s' intravede un buco: dietro (o dentro) il buco c'è un occhio animale. Cronenberg indugia per qualche istante su questo dettaglio apparentemente insignificante, poi passa oltre.
In quell' occhio "animale" egli ha condensato il senso e il segreto del film, uno sguardo contrapposto al nostro (che rimane sottosuolo, underground) sul complesso universo della razionalità umana. E' come se Cronenberg volesse dirci che sotto tutti gli esperimenti condotti sui meccanismi di funzionamento della mente umana, c'è sempre uno sguardo animale che veglia. E che è con quella "animalità" che dobbiamo sempre fare i conti, anche quando crediamo di poterci isolare a porte chiuse in uno spazio asettico e totalmente razionale come quello in cui è ambientato il film.
Frasi celebri del regista:
"L' arte è sovversiva perchè fà appello all' inconscio. Non sono un freudiano, ma credo nell' equazione "civiltà uguale repressione". L' arte è a favore di tutto ciò che viene represso. Quindi è contro la società con le sue norme stabilite. Più un film è collegato con l' inconscio, più è sovversivo. Come lo sono i sogni.
La mia realtà di che cos'è la realtà è molto soggettiva. Quando si fa un film, la realtà è prima di tutto una convenzione: che cosa si accetta di considerare come "reale" in un film? Si gioca su questo, nel cinema. Nei miei film io mi batto contro i dati biologici dell' esistenza umana. Esprimo il desiderio di cambiarli: pochissime persone esiterebbero a sopprimere la vecchiaia e la morte, anche se le conseguenze potrebbero essere disastrose. E' quello che fanno i miei personaggi: hanno una reazione normale, non accettano! NOi siamo nati per non accettare, contrariamente a tutte le altre creature del pianeta.
Thanks a lot for uploading the entire movie! Forget about copyrights subtleties, us, the real hardcore Cronenberg fans will eventually find a way to contribute financially to his personal and professional wealth. I'll be definitely queuing up for the opening night in Germany of "A Dangerous Method". :)
videoppressor 8 months ago
@videoppressor :) Thanks very much to you and see it also for me... BIG UP !!!
Tibetankflame 8 months ago
Hilarious opening warning. That's Cronenberg !!!
jaaaacques 8 months ago
@jaaaacques Sure, that's right :) ! his first 35 mm !!!
Tibetankflame 8 months ago
@Tibetankflame You mean "his first ever". I don't think he directed anything before that
jaaaacques 8 months ago
@jaaaacques YES :) before he directed only a few (4 or 5) short movie in 16 mm... something there is in YT
Tibetankflame 8 months ago