Io innalzo fiammiferi non è una raccolta di testi, ma un libro che obbedisce a una struttura vegetale, a delle nervature come quelle delle foglie. Intorno a cose inanimate come ossa, vetro, cucchiaino, ruotano aria, luci marine. Si sente che chi scrive ha fatto i conti con lo spazio, con la memoria.
Irene Ester Leo usa metafore audaci ma non arbitrarie. Se il suo linguaggio sfiora i mistici è perché quel lessico è il mezzo che ha a disposizione per dire l'assenza. In realtà i suoi versi più belli splendono di un calore orizzontale, frontale, consapevoli del fatto che "è tutto una questione di luce". Se c'è rivelazione è del corpo e del paesaggio. Se c'è un presagio non è oscuro. Ci sono "lacci" è vero ma sono "vivi": come quelli dell'uva.
dalla prefazione di Antonella Anedda
LietoColle editore
http://www.lietocolle.info/catalog/product_info.php/products_id/759
Irene Ester Leo blog :http://ireneleo.wordpress.com/
Musica: Pasquale Nigro (Lammabede)
http://www.lisolachenoncera.it/rivista/recensioni/orientato-a-sud/
Montaggio video: Milena Galeoto
http://barrueca.blogspot.com/
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