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Laboratorio 2007: l'etica dell'illusione - bocadillo pub - trapani

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Uploaded by on Feb 26, 2008

Laboratorio 2007: l'etica dell'illusione - bocadillo pub - trapani - estate 2007 -
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dj: ciccio barbàra - http://www.cicciobarbara.com
sax: alessandro mancuso
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music: bahian trance - bira reiss by joaquin 'joe' claussell
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SINTESI: SI RIMANDA IL LETTORE SU http://www.myspace.com/cicciobarbara
... l'interpretazione religiosa dell'universo da parte dell'umanità (che riproduce la simbiosi idealizzata con il genitore da parte del bambino), è carica di elementi illusori che tuttavia assicurano benessere e sicurezza. c'è la promessa della vita eterna, di continuità dell'esistenza, di costante presenza di un genitore-dio onnipotente. tale interpretazione è l'illusione di perpetuare la rassicurante simbiosi originaria in cui il neonato gode di un ambiente circostante che si prende cura di lui anticipando la soddisfazione dei suoi bisogni, rendendolo oggetto di attenzioni che alimentano di onnipotenza il suo narcisismo. è una situazione irripetibile nel corso della sua vita futura, che non si vorrebbe mai abbandonare e che si tende sempre a rimpiangere e a ricreare. l'angoscia della morte-separazione può essere evitata perchè, se la fede è assoluta, c'è la garanzia di immortalità, di non separazione. non solo, ma nella fase simbiotica illusione e unione eterna sono magnificate, mentre razionalità e separazione sono demonizzate. la verità della propria impotenza infantile è mascherata dalla sicurezza che la propria giovane esistenza sia gioiosamente accolta e protetta. Negando l'impotenza si può creare una prima sicurezza riguardo al valore del proprio essere, che costituisce -- pur nell'illusione -- il presupposto per tentare l'esperimento di esistere. come sarebbe infatti possibile muoversi attivamente verso la vita avendo costantemente presente la verità della propria sopravvivenza? ... la verità, come gli edifici, può essere costruita. questa verità della propria incapacità di provvedere da soli alla propria sopravvivenza, questa verità, di una morte che fin dalla nascita ci minaccia, deve essere nega ta rimossa, proiettata e contrapposta a una tenace certezza di vitalità. Ecco quindi che le difese dell'IO si costituiscono come operazioni mentali volte a negare, rimuovere, proiettare, ecc., qualsiasi realtà interna o esterna che minacci la sicurezza dell'essere. ... per freud la cultura religiosa riproduce, la fase infantile della relazione con il genitore idealizzato ... alla nascita l'essere umano si trova in una situazione di totale dipendenza, tanto che solo una relazione simbiotica con la madre ne può garantire la sopravvivenza, è facile intuire quale panico possano generare l'assenza, la separazione, qualsiasi situazione che crei un vuoto di relazione con questo oggetto indispensabile. una simile assenza di relazione, di risposte, può essere colmata con modalità illusorie onnipotenti qualora l'infante abbia sperimentato una relazione sufficientemente buona con il seno materno, tale, cioè, da averlo reso fiducioso nel fatto che ciò che desidera e di cui ha bisogno puntualmente arriverà. se, viceversa, la speranza di soddisfacimento difetta a causa di una relazione con una madre poco empatica con i bisogni del bambino, il vuoto verrà riempito di illusorietà persecutoria, perchè la presenza di un oggetto nemico è comunque più tollerabile dell'assenza di relazioni. la tappa successiva nell'evoluzione storica della mente umana è rappresentata dalla teorizzazione religiosa, anch'essa carica di illusorio, che immagina l'universo e l'uomo come creazioni di una divinità antropomorfa. inizia a delinearsi una distinzione tra soggetto e oggetto, una dialettica duale, tra creatore e creatura, ma l'illusione di onnipotenza permane, non più legata al narcisismo primario, ma alla relazione tra una madre considerata onnipotente e un infante impotente, il quale, tuttavia, può accedere all'onnipotenza tramite una tenace dipendenza. ... jed rubenfelf sottoliena come la felicità non ha nulla di misterioso. gli uomini infelici si somigliano tutti. Una vecchia ferita, un desiderio inesaudito, uno smacco dell'orgoglio, l'offerta del proprio amore rifiutata (o peggio ancora ignorata) restano loro addosso per sempre, ed essi trascorrono ogni giornata avvolti in un sudario di istanti passati. l'uomo felice non si guarda indietro ne del resto guarda avanti. vive nel presente: ma il guaio è proprio questo. c'è una cosa che il presente non è mai in grado di offrire: il significato. le strade della felicità e del significato non coincidono. per trovare la felicità, un uomo deve vivere nel momento "per" il momento. se, invece, anela al significato (il significato dei suoi sogni, dei suoi segreti, della sua stessa esistenza) deve ripercorrere il passato, per quanto incerto. la natura pone dunque di fronte a noi la felicità e il significato, costringendoci a scegliere l'uno o l'altra.
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  • il sassofonista e' mio zio XD!!!

  • il sassofonista è spettacolare, il suo sax mi trasmette molta emozione.....lo seguo sempre....veronica

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