Prima che qualcuno abbia la "geniale" idea di demolirli, vorrei fare un omaggio, accompagato dalle campane di Santa Maria cattedrale, a questa zona di Matelica piena di ricordi di un ragazzo degli anni '50 abitante della zona delle vie Cuoio e dietro piazza. Qui è dove si passava quasi tutta la giornata giocando (molti di noi nemmeno tornavano a casa per pranzo dato che molto spesso non avevano niente da mettere tra i denti), gridando senza disturbare a nessuno, correndo con le spericolate "cariole" fatte da noi e con vecchi cuscinetti a sfera come ruote ed un semplice bastone-leva che serviva da freno, il risultato della discesa era nel migliore dei casi tornare a casa con le ginocchia "sguppate". Qui è dove facevamo le nostre "cappanne" per giocare agli indiani con frecce consistenti in 2 bacchette di vecchi ombrelli e uno "spago". Qui è dove in inverno taglievamo le "frasche e li spini" per far sí che il nostro "focaraccio" potesse essere il più grosso di tutti. Come fondo musicale avevamo un esercito di passeri e passeracci che volavano tranquillissimi malgrado le nostre fionde artigianali e grazie alla nostra "mira" che era nulla.
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