Discorso di Compleanno - 22 Gennaio 2010

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Uploaded by on Jan 31, 2010

Discorso pseudoserio alla cena del mio 29esimo compleanno...


Se siete qui stasera, e vi ringrazio di esserci, è perchè, in un modo o nell'altro, siete entrati a far parte della mia vita, e perchè ritengo che la parte che ci state giocando sia importante.
Siamo tutti qui, chi più chi meno, uomini e donne di scienza. Ci è stato insegnato che l'universo è nato grazie ad una immensa e silenziosa esplosione chiamata big bang, e che, per il calcolo delle probabilità, dovrebbero esserci circa un miliardo di miliardi di altri soli in grado di ospitare la vita, e ci han convinti che non esistiamo solo noi in questo immenso spazio nato dal nulla.
Ci han detto che il tempo e le distanze sono relativi, e che sono relativi anche morale e valori, perchè cambiano di posto in posto e di epoca in epoca, e, visto che ultimamente va di moda, è sempre possibile che in un futuro non troppo lontano i nostri disvalori vengano riabilitati a valori.
Abbiamo imparato che un legame covalente è più forte di un legame sigma, e che l'atomo lo puoi scindere, ma le doufur no, e che con morositas è più morbida la vita.
Sappiamo come si generano i fulmini e che cos'è una fibra ottica, e come si può fare per salvare un uomo grazie alla manovra di Heimlich, e conosciamo i punti di pressione che lo potrebbero fare esplodere.
E ci hanno detto che ogni cosa che vive, ogni animale, ogni pianta, ogni cellula che respira, lo fa grazie ad elettricità e chimica.
Siamo solo questo. Impulsi elettrici e chimici, che ci spingono a fare quello che facciamo.
Tutte BALLE.
La chimica, l'elettricità. Troppo ordine. La vita è incasinata, non è mai ordinata. Non c'è mai una successione esatta degli accadimenti, e meno male. Sarebbe un mondo estremamente monotono, e credo che ben pochi di noi si potrebbero definire VIVI.
Invece, per fortuna, noi siamo caos, siamo follia. Siamo capaci di cose immense grazie alla follia. Colombo non avrebbe mai scoperto l'America se non fosse stato abbastanza folle, e Yuri Gagarin non sarebbe mai andato nello spazio, se avesse avuto tutte le rotelle a posto.
La follia ci ha resi liberi, ci ha resi, paradossalmente, consapevoli.
Consapevoli che se ci impegnamo, e seguiamo i nostri sogni, prima o poi li raggiungiamo, e se non li raggiungiamo, perchè sono sogni talmente grandi, talmente difficili da riuscire a realizzare, beh, almeno li abbiamo. Siamo capaci di sognare. Non c'è chimica, non c'è elettricità che tenga. I sogni sono follia. E a volte è meglio che non li si raggiunga, non del tutto almeno, perchè così siamo sempre spinti ad andare avanti, a cercare.
Sono stato a lungo un chimicoelettronico io. Non avevo tempo per i sogni, non c'era spazio, il mio tempo era tutto occupato e credo di aver perso, per questo, almeno un paio di anni di buona vita. Nonostante il tempo e lo spazio siano relativi, non sono comunque tanto scemo da pensare di poter tornare indietro e riprendermi quelle giornate, ma sto impostando le giornate che ho davanti in un modo diverso.
Certo, se potessi, se esistesse un modo per tornare indietro, me le riprenderei quelle giornate. Le riempirei. Andrei in più posti, cercherei di conoscere molto meglio alcune cose che ho dovuto tralasciare. Mi piacerebbe ad esempio girare di più nell'entroterra, conosco molto meglio Roma della Sardegna, e perchè no, magari farei anche un corso di sardo. Per tutte queste cose, che non ho potuto fare in passato, sto cercando di rimediare, anche se so che non sarà una cosa semplice. Spero che questo sia l'anno buono, ad iniziare da subito, in modo che al prossimo possa sorridere o piangere di quello che è successo, sapendo comunque che riderne, o piangerne, sono dovuti all'aver vissuto.
A quanto sembra però, questo sarà il mio ultimo anno da ventenne. E chi lo avrebbe detto, dieci anni fa, che i vent'anni sarebbero passati così in fretta? Probabilmente anche il tempo s'è stupito del fatto che io ne abbia sprecato tanto. Mi sto avvicinando, sempre di più, ai trenta. Roba che da bambini ci pensavi e dicevi: wow! E che a diciott'anni dicevi: macchè, sono già maturo come un trentenne io. E adesso che ce li ho vicini, sapete che dico io? Oh cacchio, sono arrivati!
Beh, io non so cosa farete voi quando arriverete ad essere a ridosso dei trenta, personalmente, credo che se si presenterà l'occasione, qualche campanello lo suonerò lo stesso, e poi scapperò via per non farmi vedere. Se ci sarà l'occasione, giocherò lo stesso ad un due tre stella nel piazzale di fronte all'edicola. Se ne avrò voglia, d'estate farò le gare di gavettoni, e chi se ne frega del telefono in tasca.
Perchè, fondamentalmente, io non sono mai cresciuto. Ed è, credo, la cosa migliore che possa augurare anche a voi. Ragioniamo da grandi, ma col cuore di un bambino.

Grazie a tutti voi per la vostra Amicizia.

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