Vecchie pietre, nuove case. Treviso: il riutilizzo dei mattoni della città distrutta

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Uploaded by on Apr 24, 2011

Dopo i bombardamenti di Treviso del 1944/45 molte pietre delle case distrutte vennero usate per la costruzione di nuovi edifici. Le vecchie pietre venivano vendute da commercianti-mediatori oppure a mezzo trattativa diretta.
Due testimonianze in dialetto trevigiano. La prima è di A. Caldato, 1906, oste di Sant'Angelo sul Sile; la seconda di C. P., 1937, contadina di S. Angelo di Treviso.
TRASCRIZIONE in lingua italiana.
1) 
«Dopo i bombardamenti c'era chi vendeva pietre, accaparratori: Camarin, un certo Farando, i Pellegrini ... erano di S. Angelo anche quelli e facevano i mediatori di pietre. Bepi Baldente faceva il carioto (carrettiere), portava a casa queste pietre. Quelli delle Case Luzzatti, disoccupati ... gli davo un pezzo di pane e vino, non gli pareva neanche vero, mi scalcinavano tutte le pietre.
Insomma ho fatto su tutto in comunità. Tutti, bambini, ragazzi, uomini. Magari facevano i muratori e alla sera tornavano subito, venivano là senza andare a casa. Preparavo un piatto di formaggio e un fiasco di vino. Mangiavano e bevevano; mangiavano in fretta e si mettevano a lavorare... »
(Registrazione: 16 gennaio1985).
2) 
«- Raccontami di queste pietre... 
Mio papà doveva fare la casa. Conosceva questo uomo che veniva fuori da Treviso e veniva qua ... ha detto che lui vende le pietre e mio papà è andato a prenderle col carro e i buoi; lui e mia mamma andava a prenderle, noi le abbiamo scalcinate. Appena finita la guerra, perché dopo abbiamo fatto la casa nostra, nuova.
- Con cosa le prendevate su? 
Così, tutte a mano. Dalla casa che era stata abbattuta ... con il badile ... tiravano fuori le pietre una alla volta, due, tre, quelle che erano capaci; a mano, a mano. Là, con le mani, il piccone e il badile. Le pulivano, perché erano tutte interrate. C'erano i calcinacci. C'erano le pietre. Pietre sane e i tocchi, perché non c'erano solo pietre sane, c'erano anche tocchi. Buttavano su. Quando il carro era pieno, il carro lo caricavano bene, mio padre...
- Stava tuo padre di sopra...
Piero e la Olga, andavano loro, sempre loro.
- Con cosa andavano?
Con il carro e i buoi ... le vacche, le vacche, perché buoi non ne avevamo. Sempre vacche: "a bísa e a mòra, pòre bestie", tutte due. 
- E senza paredàne? [Sponde, spalliere laterali del carro].
Senza. Lui faceva la sua "montagna", caricava il suo carro e veniva a casa.
- Quanti carri avrete portato a casa?
Eh, tanti, tanti, pensa... Tutta la casa! Tutte le abbiamo portate a casa. Tutte. Abbiamo fatto la casa di qua.
- Ma dentro non hanno mica trovato qualche scheggia di bomba o roba del genere...
No, niente non abbiamo trovato. Per fortuna, per fortuna...»
(Registrazione: 14 aprile 2008).

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