E a dare al tutto i definitivi contorni del sogno è la certezza che il successo non lo rovinerà, perchè Edinson Cavani, da fervente cristiano evangelico pentecostale, anzichè «pazziare» nei locali di via Caracciolo trascorre le ore libere leggendo brani della Bibbia con la moglie Maria Soledad (e presto interromperanno il loro passatempo per cambiare i pannolini al piccolo Bautista, atteso per marzo). La differenza con i premi partita che nella stessa città si concedeva Maradona è piuttosto netta.
CALORE - Cavani è un atleta di Cristo che segna gol divini per fattura e tempistica. Senza scherzi: domenica pomeriggio, seguendo con occhi via via più sgranati quel travolgente coast to coast sino alla portentosa e in fondo inevitabile conclusione, abbiamo avvertito l'onda di calore di poche e selezionatissime situazioni: quando il Barcellona sovrasta il Madrid (per il gioco), quando il Liverpool segna sotto alla Kop il gol vincente al Manchester (per l'ambiente). É una vampata che non ha nulla a che fare col tifo, e tutto con l'amore per il calcio: per chi lo prova, assistere a una rete decisiva così bella al minuto 93 è uno sguardo sull'assoluto. Se poi lo segni in una città e per una città che a proposito di sguardi si considera il livello estremo (vedi Napoli e poi muori), devi proprio essere un atleta di Cristo per resistere alle tentazioni.
IL RUOLO - Ci si credeva, e non ci si credeva. Edinson Cavani viene ceduto dal Palermo al Napoli in coda a un'estate piena di fumosità interiste rischiarate dall'affondo di De Laurentiis; 17 milioni la valutazione ufficiale, edulcorata da modalità di pagamento comode per il compratore, come costume di questi tempi squattrinati. Sinceramente, negli anni di Palermo si capisce soltanto che si tratta di un talento, mentre è meno chiaro dove sia meglio metterlo. «Sono una prima punta» dice lui col suo fare soave, e tutti lo sbirciano per vedere se il naso gli si allunga. Lo stesso Mondiale è un'avventura interamente vissuta sulla fascia, con aneliti da attaccante, realtà da cursore e persino frangenti da terzino.Ma se rovesciamo il discorso, il Maestro Tabarez è a tal punto convinto delle sue qualità da adattarlo esterno pur di non escluderlo: Forlan e Suarez sono indiscutibili, ma se c'è a disposizione una terza punta di valore l'allenatore bravo studia qualcosa pur di non lasciarla marcire in panchina.
CHARRUAS - Ieri i giornali uruguaiani, in preda a un'esaltazione molto partenopea, hanno incoronato Cavani «re dei Charruas», riferendosi all'antica tribù india della regione Basso Brasile-Uruguay la cui caratteristica era l'irriducibilità. I charruas non si arrendevano mai, e dunque un giocatore che risolve le partite nel recupero, segnando in proprio o disegnando l'assist vincente, pare la certificazione di una linea dinastica. Cavani nasce quasi 24 anni fa sul fiume - il rio Uruguay - che segna il confine con l'Argentina; la città natale e si chiama Salto, e dalle finestre di casa Edinson, al di là dell'acqua che scorre, vede il pueblo di Concordia: più che nomi, sono ispirazioni. Gli uruguaiani arrivano a stento a tre milioni e mezzo, la popolazione della provincia di Napoli, eppure hanno vinto due Mondiali e nell'ultimo sono arrivati quarti. Anni fa viaggiammo con Tabarez nelle periferie di Montevideo, dove i bambini giocano su campi polverosi e magari a bordo campo c'è un Alcide Ghiggia che li osserva pensieroso. «É difficile spiegare perchè - diceva il Maestro con la sua voce pacata -, ma noi siamo nati per giocare a calcio; in proporzione, persino più di brasiliani e argentini». Da Sud America, di Paolo Conte: «L'uomo ch'è venuto da lontano / ha la genialità di uno Schiaffino / ma religiosamente tocca il pane / e guarda le sue stelle uruguaiane».
I PIRATI - Viste da vicino con occhi divertiti, le stelle uruguaiane del Mondiale 2010 sono una ciurma di pirati che vive il giorno per giorno con incantevole leggerezza, dribblando ostacoli politici (il Sudafrica), tecnici (Messico), chiacchiere e distintivo (la Francia). L'angelico Cavani è il perfetto complemento al diabolico Suarez, di Salto pure lui, che segna ai messicani il gol che vale gli ottavi chiudendo in porta un assist lungo e tracciante del concittadino. Edinson hauna sola occasione per fare la punta, la semifinale con l'Olanda, quando Suarez è squalificato per il colpo di mano che ha assassinato il Ghana; gli dice male perché l'Uruguay ha ormai esaurito la benzina, ma nella finale per il terzo posto, per quanto ancora perdente, Cavani si toglie la soddisfazione del primo gol mondiale. Lui che era l'uomo delle reti al debutto, dal Danubio alPalermo alla Celeste, in Sudafrica sfrutta l'ultima chance. Sembra il trailer di ciò che accadrà a Napoli. La promessa del santo tiratore.
Fonte: Gazzetta dello sport
L'esclusiva cronache napoli calcio è affidata solo a mp con
auriemma e alvino per sky,telecapri ha pensato a questo progetto,che sia
fatto bene o male,prodotto o post prodotto,l'importante è godersi il goal di edinson cavani!
Ti saluto e buon natale
Giuseppe Libertino
dall' Ordine Nazionale dei Giornalisti
Libertino79 1 year ago
Ciao frankobenhavn,è un lavoro di post-produzione per telecapri sport e telecapri event che preparo da 48 puntate,all'internodella rubrica 'highlights' di napoli calcio show,trasmissione sportiva di approfondimenti calcistici,va in onda il martedì sera dalle ore 20.30 alle ore 22!
Libertino79 1 year ago