Target with Seven Faces a Roma galleria Emmeotto

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Uploaded by on Jun 24, 2009

Video di Maria Pia Michieletto alla inaugurazione di Target with Seven Faces alla galleria Emmeotto a cura di Martina Cavallarin. Leggi lintervista su www.pianeta-arte.com/interviste-cavallari.asp E un percorso attraverso le modalità espressive di sette artisti: Alice Andreoli, Federico Arcuri, Giulio Cassanelli, Giuseppe Ciracì, Davide Lovatti, Svetlana Ostapovici, Annalisa Riva rappresentativi della eterogenea commistione di modi, linguaggi, tecniche che è la vera peculiarità della temperie artistica giovanile del nostro tempo, in Italia come nel resto del mondo. Recensendo Target with four faces, unopera del 1955 di Jasper Johns, la rivista statunitense Art News definiva il suo autore lesponente più recente di un gruppo di giovani artisti americani che gravitano attorno a un movimento brillante o lirico, serio o scapigliato, privo di aggressività ideologica ma pieno di mordente sotto il profilo estetico. Parole che, a più di cinquantanni di distanza, funzionano ancora benissimo per presentare i sette artisti italiani alcuni al loro esordio, altri già notati in occasioni espositive importanti come la Biennale di Venezia o il premio Terna- cui è dedicata la mostra Target with Seven Faces, un titolo scelto da Emmeotto parafrasando quello dellopera di Johns. Alle Seven Faces su cui scommette Emmeotto corrispondono sia nomi segnalati dalla critica come personalità tra le più interessanti del panorama artistico giovanile italiano, sia altri per i quali sarebbe vano cercare una conferma del loro talento in curricula ancora molto scarni. Nella mostra curata da Martina Cavallarin a parlare sono soprattutto le opere. 1) Nella pittura di Alice Andreoli i gesti della sua generazione: look, logo, piercing e tatuaggi. In sintesi, il corpo dei giovani posto al centro di una ricerca che scava intorno alle nuove culture e a una crisi esistenziale epocale. 2) Si esprime in bianco e nero Federico Arcuri, in concorso nel 2008 sia al Premio Celeste che al Premio Terna 01 per lArte Contemporanea. Dietro alla sua inconfondibile pittura figurativa una dimestichezza e una sintonia profonde con il linguaggio del cinema e della fotografia e la lunga frequentazione professionale del settore della grafica pubblicitaria. 3) Giulio Cassanelli fotografa il tempo. Usando la macchina fotografica come un microscopio puntato su dettagli del mondo visibile allapparenza insignificanti, ne svela la natura di piccoli universi sottoposti dal trascorrere del tempo a trasformazioni dal fascino caleidoscopico: la metamorfosi imposta dai giorni che passano a un irriconoscibile fondo di vino rosso dimenticato in un bicchiere. 4) Giuseppe Ciracì dipinge volti che, a dispetto di una figurazione apparentemente tradizionale, offrono il pretesto per la costruzione di opere corrosive, con graffiature, interventi a matita, olio, acrilico e uno sguardo che parte dalla realtà di scheletro e pelle per oltrepassarla, strappando i soggetti rappresentati a qualsiasi criterio di pura mimesi. 5) Il concetto di contaminazione tra generi e linguaggi, così rappresentativo della sensibilità degli artisti delle ultime generazioni, trova in Davide Lovatti un perfetto interprete. Lartista milanese crea installazioni assemblando lavori fotografici ed interventi di carattere manuale su oggetti duso comune decontestualizzati e resi protagonisti di un nuovo utilizzo. 6) Attraverso una fotografia che blocca con puntiglio documentaristico immagini di catastrofi generate dalluomo, Svetlana Ostapovici indaga gli sviluppi moderni di una vicenda antica, quella dellimpatto tra il genere umano e lambiente che lo ospita. In Italia dal 1999, lartista moldava ha già al suo attivo una partecipazione alla 52° Biennale di Venezia e ad un evento collaterale delledizione in corso. 7) Nella generazione nata tra gli anni Settanta e gli Ottanta, spicca per elegante originalità la personalità di Annalisa Riva, raffinata manipolatrice di piccoli oggetti leggeri estrapolati dalla vita quotidiana. Riva compone opere che sono poetiche invenzioni di semi, piume, vestiti, capelli incollati su superfici fotografiche o riprodotti con segno preciso a penna biro su carta quadrettata o ricamati su stoffa. Aggiunge scritte, piccole poesie che scavano nella profondità dellinfanzia e della memoria. In mostra: Stare con te, ami da pesca su carta con scritta; In cielo il tempo non esiste, semi di tarassaco su carta con scritta e Luniverso è senza parole, piume su carta con scritta.
Fino al 24 luglio 2009. Ufficio stampa: Scarlett Matassi info@scarlettmatassi.com

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