La fotografa Barbara Di Cretico racconta la propria esperienza in Sri Lanka dopo la terribile calamità dello Tsunami, avvenuta il 26 dicembre 2004: un'onda alta 10 metri che in 6 ore ha devastato 4.500 chilometri di costa, provocando morte e distruzione in un paese che in larga parte viveva già in situazioni di grave indigenza.
Le foto realizzate durante quei drammatici giorni raccolgono un'antologia di sguardi a volte poetici, a volte tristemente crudi, su paesaggi sfigurati, strade sventrate, case spazzate via come castelli di carte; ritratti di orfani, scolari, pescatori... Ma vi sono anche immagini riguardanti quelle ferite che lo tsunami ha "scoperto", ovvero tutte quelle problematiche sociali e civili che in Sri Lanka esistevano già prima della catastrofe, ed erano in gran parte sconosciute al mondo occidentale. Ferite che in questi mesi le varie organizzazioni umanitarie accorse sull'isola si sono trovate ad affrontare.
Per la realizzazione del reportage, Barbara Di Cretico ha lavorato a fianco del GUS, organizzazione non governativa di Macerata, documentando importanti azioni umanitarie. La costruzione di villaggi per donne e bambini vittime di abusi. La consegna delle barche ai pescatori di Galle. La visita a manicomi, scuole, monasteri buddisti e indu, dove spesso i fedeli di religioni opposte si ritrovano a pregare insieme... Fino alla scoperta di ospedali dove i medici erano scappati via dinanzi al maremoto, lasciando abbandonati a se stessi decine di infermi.
www.barbaradicretico.com
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