LA LANTERNA MAGICA n. 5. OMAGGIO A W. GOETHE di T. Comis e M. Chieregato

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Uploaded by on Feb 12, 2011

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Una follia bella e buona di Tiziana Comis e Manuel Chieregato: due "lanterne magiche" a settimana per cinquanta settimane nel cuore pulsante della Merano medioevale, la via dei Portici.

Concetto, opere e installazione: Tiziana Comis e Manuel Chieregato.
Fotografie: Tiziana Comis e Manuel Chieregato.
Musica: "Carillon" n. 1 di Manuel Chieregato.
Montaggio: Manuel Chieregato.


QUARTA PARTE

Se, da una parte, oggi assistiamo alla contraddizione per cui tra le forme d'arte più smerciate vi è la «Performance», (concepita assieme alla «Land Art» e all'«Happening» quale forma espressiva che escludesse ricadute mercantili) dall'altra, le gallerie più trendy, invece di allestire mostre, sentono l'urgenza di RIDURRE L'ARTE AL GRADO ZERO.

Gli ultimi eredi del "gruppo inglese [di artisti concettuali] «Art&Language» (fondato nel 1967), che rifiuta[va] di produrre oggetti, anche effimeri, e limita[va] la pratica artistica alla pura teoria (da "Panorama artistico internazionale", di Martina Corgnati, in Arte Contemporanea, La biblioteca di Repubblica-L'Espresso, Electa: 2008, vol. 2, pagg. 20-21)", sono quelle gallerie che, contravvenendo alla loro stessa natura, oggi si annunciano nei termini improbabili di "laboratori per la cultura del progetto", propinando al pubblico "progetti in forma di eventi", "tavole rotonde", "workshop", "meeting" e via discorrendo.

Non possiamo non sottoscrivere le parole del giornalista Luigi Crespi, che nel suo blog scrive: "[...] alla Biennale, come del resto lo scorso anno al Moma a New York, non ho trovato gioia, speranza, fiducia. Gli artisti del nostro tempo, al di là del giudizio estetico, CI NARRANO UN MONDO AVVIZZITO E MORENTE". La risposta di una sua lettrice, Emanuela, è altrettanto in sintonia col nostro pensiero:

"L'ARTE, QUELLA VERA, SALVO POCHE ECCEZIONI NON ABITA QUI [alla Biennale di Venezia, N.d.A.].
"L'equivoco che continua a creare la convinzione che qualsiasi cosa può essere arte, produce la fiera degli orrori che vediamo anno dopo anno.
"Il dolore, la disperazione originata dal vuoto è l'unica emozione che sanno trasmettere.
"Vuoto d'idee, simbologie infantili, ripetitività ossessiva e malata.
"MA L'ARTE VIVE, MALGRADO TUTTO, PRODUCE ANCORA OPERE DI GRANDE BELLEZZA, sta nei laboratori e negli atelier di chi ancora ingenuamente vuole dipingere, scolpire, progettare, fotografare, e umilmente continua a costruire attraverso il mestiere sopravvissuto".

VALE LA PENA RICORDARE CHE PROPRIO L'ESTREMA INDEFINITEZZA DI ASSUNTI COME "TUTTO È ARTE, TUTTO È FLUXUS" SEGNÒ GRANDEZZA E SCIOGLIMENTO DELLO STORICO MOVIMENTO! (La storia tuttavia non ha insegnato mai niente a nessuno, errare è umano e perseverare lo è ancora di più: la consueta mostra estiva meranese d'arte contemporanea, ad esempio, ha pensato bene d'imporsi il nome di [un]defined"... No comment!)

NOI ABBIAMO DECISO DI REAGIRE, non solo RESTITUENDO ALL'ARTE I COLORI E LE FORME che le sono propri e che le sono stati tolti ingiustamente, ma anche e soprattutto RESTITUENDO L'ARTE A SE STESSA nel modo più onesto e convincente possibile, vale a dire usando le mani per creare oggetti reali e per manipolare la materia, di cui la realtà è fatta.

FINE DELLA QUINTA PARTE: CONTINUA...

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