-Opera finalista nella sezione "Spazio Piemonte" del Torino Film Festival edizione 2005-
Il corto "Una cura per l'anima", liberamente tratto dal mito di Orfeo ed Euridice, è sostanzialmente la storia di un fallimento: Mr. Sing tenta di strappare la donna amata dal limbo in cui è precipitata ma a vanificare ogni suo sforzo non sono solo i fantasmi della mente di lei, bensì anche i medici che l'hanno in cura, figure inquietanti che prendono il posto, materializzandone l'essenza, di quei "fati crudeli" di cui il mito parla. Un muro invalicabile di incomprensione si leva fra lui e "loro" e a nulla serve richiamare i ricordi comuni, la bellezza dell'arte e della musica, l'amore un tempo condiviso. L'urlo finale di Mr. Sing esprime cos'è la sua disperazione ma anche la resa di fronte ad un'agghiacciante verità: non si può guarire la malattia di un'anima che la paura di vivere ha reso cieca e sorda alla vita stessa.
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