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Prelievo ovocitario (Pick-Up) nella Fecondazione Assistita. A cura di Prof.Claudio Manna

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Uploaded by on Oct 24, 2009

Il prelievo ovocitario o pick-up è quella fase della fecondazione in vitro in cui si raccolgono gli ovociti dalle ovaie. La tecnica prevede di pungere vari follicoli con un ago collegato alla sonda ecografica vaginale.

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Science & Technology

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Uploader Comments (ClaudioManna)

  • Comprendo benissimo le reazioni di alcune pazienti alle rassicurazioni che io come medico o altre pazienti fanno circa le sensazioni dolorose del prelievo ovocitario in anestesia locale. Sembra, infatti, a molti quasi incredibile che questa procedura si possa fare nel la maggior parte dei casi in modo assolutamente sopportabile.

  • Tuttavia nella mia esperienza di migliaia di pick-up è proprio cosi e non vedo perché dovrei negare questa realtà che oltretutto viene dalle testimonianze delle pazienti stesse. A meno che non si pensi che scrivo questo sapendo di dire una cosa non vera vorrei dare per quello che dico spiegazioni precise e comprensibili.

  • Anzitutto applico il pick-up in anestesia locale a circa il 90% delle mie pazienti. Il 10% che lo esegue in sedazione e analgesia completa, ossia in uno stato crepuscolare e pur vigile, viene selezionato accuratamente prima di decidere a chi deve essere proposto un metodo invece che l’altro. Questo metodo come tutte le altre fasi della PMA fa parte della personalizzazione del trattamento.

  • . E’ chiaro che se invece si sbaglia in questa scelta sentirà dolore chi avrebbe dovuto eseguire l’analgesia completa o avrà fatto una procedura farmacologica inutile e costosa chi poteva farla tranquillamente in anestesia locale. Una buona candidata all’analgesia completa è chi ha una soglia bassa del dolore, presenta moltissimi follicoli e chi possiede ovaie in posizioni più difficili da raggiungere oppure ha esperienze molto negative di procedure precedenti .

  • Le sensazioni dolorose dipendono molto anche dalla durata dell’intervento e questa oltre che dal numero di follicoli è strettamente legata all’esperienza ed all’abilità dell’operatore.

  • Chi ha fatto tanti pick-up riesce a concludere l’intervento in tempi molto ristretti e ridurre notevolmente il disagio della paziente. Quando si penetra in un follicolo è necessario percorrere un certa direzione ed imprimere all’ago una forza ed una velocità precisa ma variabile a seconda della consistenza dei tessuti.

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All Comments (19)

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  • Grazie ancora per la sua disponibilità e pazienza nel rispondere ai miei commenti. Grazie 

  • Grazie per avermi dato delle spiegazione ben dettagliate dt. Manna, nulla toglie il fatto che per me è stato dolorosissima e le dico di più. Mi sono stati prelevati ben due volte dei ovociti e per tutte due le volte è stato una tortura, e loro lo sanno, perché mi vedevano soffrire dopo tre giorni hanno fatto il transfer fallito!! la prossima volta che mi chiameranno per il prelievo mi prenderò una decina di tranquillanti prima , solo così magari non sentirò nulla, ma prima scriverò alla Stampa.

  • Se non si esegue questo in modo corretto si fanno molti tentativi di penetrazione nel follicolo prima di riuscirvi e questo inevitabilmente viene avvertito come sensazione dolorosa anche intensa. Naturalmente in anestesia completa queste manovre anche incerte non vengono percepite ed un tempo anche lungo per completare il pick up non corrisponde ad un’esperienza dolorosa.

  • Anche l’attenzione e la comunicazione con la paziente prima e durante l’intervento sono molto importanti nelle sensazioni di questo vissuto. Certamente non è facile per l’operatore gestire contemporaneamente la fase tecnica dell’intervento e l’aspetto relazionale con la paziente che è sveglia. Ma se si riesce a far questo lei avrà vissuto un esperienza accettabile e l’intervento sarà stato efficace.

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