È iniziato un pò per gioco un po' per amarcord l'anno scorso a Padula, ma ora il recupero della Patata Rossa di montagna sta diventando un'attività con interessanti risvolti economici. A crederci fin dal primo istante è stato Giovanni Cancellaro, imprenditore ed albergatore padulese, con la supervisione di Nicola Di Novella, il botanico sassanese noto per i suoi studi e per la la "Valle delle Orchidee". Avviato il recupero, il seme del tubero originario del Vallo di Diano diventa ora anche motivo di business e di lavoro, attraverso un esempio riuscito e fortunato di "filiera corta", e all'insegna del naturale. La Patata Rossa infatti, coltivata in altura, viene raccolta, sbucciata e tagliata a mano, per essere immediatamente surgelata in apposite buste. Il passo successivo è la distribuzione su tutto il territorio del Vallo di Diano, ma per il futuro questo prodotto dalle qualità insuperabili è destinato a deliziare le tavole di tutta Italia. "La Montagnara" è nome dell'azienda, con sede a Montesano sulla Marcellana, che ha deciso di investire le sue energie puntando decisamente sulla Patata Rossa. Una azienda giovane e intraprendente, guidata con entusiasmo da Michele Gallo. Intanto dopo il successo della sagra dedicata alla Patata Rossa a settembre del 2008 nel cuore del centro storico di Padula, quest'anno l'evento inventato da Giovanni Cancellaro sarà riproposto ed anticipato a fine Agosto. Un modo intelligente ed originale per unire cultura, turismo e gastronomia nel periodo estivo, grazie alle peculiarità della Patata Rossa. Che sono davvero speciali: il prodotto è autoctono, con caratteristiche proprie che lo contraddistinguono per la dolcezza e per il colore, appunto rosso, della buccia. Ma nono solo: durante la frittura la Patata Rossa non assorbe l'olio, unendo così un sapore e una fragranza inimitabili ad una grande qualità dietetica. Coltivata per ora soprattutto sul Monte Romito, a 1100 metri di altezza, in luoghi puri e incontaminati, la Patata Rossa di montagna rappresenta un valido esempio di recupero all'uso agricolo di terreni abbandonati, ed uno strumento dalle forti potenzialità per generare nuovi posti di lavoro in un'ottica di rilancio del territorio e di ampliamento dell'offerta gastronomica e turistica.
Servizio di Antonio Sica, collaborazione di Gianfranco Stabile.
ahahaha ma come l'hanno combinata quella povera donna XD
Lugath 1 year ago