Abbazia di San Salvatore, Gallipoli, Stato di degrado.

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Uploaded by on Mar 24, 2009

Video di denuncia dello Stato di degrado degli affreschi presenti nella abbazia di San Salvatore, a 2 km da Gallipoli (Lecce) (Italia) posta nell'entroterra a poche centiaia di metri in linea d'aria dalla superstrata ss101.

I documenti da cui è stato tratto spunto il video sono:
Società di Storia Patria per la Puglia, sezione Gallipoli, "Cultura Salentina proposte".
Sintesi del testo di riferimento, di Maurizio Nocera 1978:

"Nel maggio del 1978, mentre viaggiavo con un amico, mi cadde l'occhio sul vecchissimo edificio di San salvatore, l'occasione risvegliò in me l'interesse per questa realtà storica e cominciai le ricerche.

La più antica memoria registrata su San salvatore risaliva al 1640 nel manoscritto di Antonello Roccio,. In esso. Egli scriveva che Francesco Camaldari fu l'ultimo abate di rito greco dell'abbazia di san salvatore.

Più tardi riuscì a reperire il libro di Alba Medea, che nel 1939 raccolse con pazienza e cura gli studi precedenti riuscendo a sintetizzarli. Ella scriveva: La chiesetta di San salvatore, circondata edifici sortile ad ogni lato, è adibita a ripostiglio degli strumenti agricoli che vengono appoggiati ovunque lungo le pareti e spesso contro gli affreschi stessi. Gli affreschi sono assai fatiscenti e in parte deteriorati per la caduta dell'intonaco in più punti.

Di san Salvatore non vi è più scritto fino agli anni 60.

quando fu la volta di domenico de rossi, che riprese gli studi fatti e fece diversi sopralluoghi.
parlando degli affreschi Egli scrive:

"nell'interno dell'abside appaiono quasi del tutto svanite e appena visibili le figure del deesis, gli affreschi sono sciupati, deteriorati specialmente dall'ignoranza degli uomini che della antica abbazia ne hanno fatto una stalla."

Tutto ciò mi sconfortava, per questo un giorno di inverno, andai verso i luoghi dei monaci basiliani.

Salii per la terra rugosa che posta al monastero e la scena che mi si presentò, non appena raggiunta la meta, fu dantesca, quella del primo libro per intenderci. Nulla è più riconoscibile di quanto scrisse Alba Medea nel 1939. Il luogo è abbandonato. I vani sorti attorno all'abbazia sono crollati. Superato l'impatto con questa desolazione, sono entrato nella cappella.
Le pitture basiliane, non sono più visibili,. su alcune pareti delle ombre più scure fanno vagamente supporre che al loro posto, un tempo c'erano state delle pitture. La Deesis è irreversibilmente cancellata. Penso alle occasioni mancate di restauro, penso alle difficoltà che le nostre generazioni contrano oggi nel ricostruire la propria identià culturale legata al luogo di appartenenza.
fra qualche tempo, se nessuno interverrà per salvare il salvabile, quando una ruspa sarà passato sopra le sue vestigia, nè noi nè altri, passando di lì ci accorgeremo che un tempo in quella contrada ha vissuto e lavorato una comunità umana.


Maurizio Nocera, Maggio 1978."


video realizzato con una telecamera amatoriale, musiche tratte da "Lateralus", track 6, e 7, Tool.

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Education

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  • thanks, you're very kind.

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  • Parabol et parabola. This body holding me, reminding me that I am not alone. In this body, makes me feel eternal. All this pain is an illusion.

    A beautiful vid for a beautiful song. Embracing you, this reality here...

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