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Mediterraneo

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Uploaded by on Mar 20, 2008

MEDITERRANEO

Tra le tante terre che si affacciano su questo mare, per girare il filmato ho scelto la Sicilia -- che è la mia regione d'origine - e la Calabria, andando a ricercare angoli intimisti e quasi nascosti, volendo evitare immagini scontate e affollate da turisti, per far vedere allo spettatore quei luoghi attraverso gli occhi di chi c'è nato e cresciuto. La memoria dei luoghi delle nostre origini, infatti, è importante per non cadere vittime delle grandi dimensioni, del turismo di massa, di ciò che è inafferrabile e incontrollabile: tutto ciò che è intimo e personale serve a conferire alle grandi cose una prospettiva da cui guardarle. Le scene sono ritagli di spazi, luoghi dimenticati, marginali, dove però c'è ancora la possibilità di costruire un sogno, uno spazio onirico, ludico, fatto di libertà e bellezza potenziali, a misura di chi vi abita. Il montaggio e gli effetti tendono a creare perciò un'atmosfera onirica, come se si trattasse proprio di ricordi, o di un sogno, comunque di scene già vissute e posti già visitati: le immagini si susseguono, infatti, in modo frammentato, a volte ripetendosi.
Uno dei protagonisti di questo viaggio ideale è la luce del sole, che, illuminando queste terre, influenza il carattere degli uomini che ci vivono, colora le loro facce, tempra il loro spirito. Nessun altro elemento naturale o artificiale è in grado di segnare profondamente non solo l'aspetto della gente, ma la vita stessa, lo sviluppo e l'uso del territorio, la crescita delle piante e degli animali, evocando un'atmosfera e un sentimento del tempo che restano scolpiti sui corpi degli uomini e sui tronchi degli alberi.




Il filmato inizia con immagini notturne di palazzi e chiese in stile barocco: le scene come queste, prive di luce solare, sono tutte riferite a influenze culturali e religiose che negli anni hanno scolpito l'aspetto di questi luoghi. Infatti, mentre le scene serali contengono tutte simboli della religione cristiana e in generale dello sviluppo della società, quelle diurne sono testimoni della vita semplice di pescatori e contadini, contengono immagini del mare, dei boschi, delle mandrie: si vuole evidenziare il contrasto tra le "sovrastrutture" dell'urbanizzazione e della religione e la spontaneità della natura e di chi ci vive a stretto contatto.
Altro protagonista è il tempo, col suo scorrere incessante e crudele: per millenni la misura del tempo si è identificata con l'osservazione delle ombre create dal sole ed il senso del tempo che scorre è stato dato per secoli dal loro apparire, dal loro allungarsi ed infine dissolversi; si può dire che l' uomo ha imparato dal sole a misurare la sua stessa vita. La prima immagine che richiama questo concetto è quella di un grande orologio dentro un frontone barocco, di cui si sente anche il ticchettio: è il simbolo del bisogno dell'uomo di poter misurare la propria vita, illudendosi così di controllare il corso degli eventi. In contrapposizione a questa necessità tutta umana, nel filmato c'è l'acqua: che sia lo scorrere di un ruscello o il continuo infrangersi delle onde sugli scogli e sulla battigia, il suo muoversi è continuo, a ricordarci che, come sosteneva Eraclito, "panta rei". A sottolineare questo concetto, nelle scene della risacca gli effetti usati evidenziano l'avanzare e il ritirarsi della marea: l'onda arriva e s'infrange, poi si ritira e di nuovo torna a infrangersi, mentre il tempo sembra dilatarsi per effetto di questa azione ripetuta all'infinito, in netto contrasto con la frenesia della vita e delle azioni dell'uomo. Ma in questo viaggio virtuale c'è anche un altro modo di rapportarsi al tempo, quello della gente semplice: del pescatore stanco, seduto su una panchina del molo, ormai anziano, con la pelle bruciata dal sole delle sue terre, appoggiato al suo bastone, con l'espressione di chi sta solo aspettando che il "suo tempo" finisca; dell'uomo che sorride senza denti, affrontando la vita a testa alta, noncurante della sua vecchiaia e del suo aspetto, scintilla di speranza in un mondo che si affanna per "apparire".
La scena che chiude il filmato è quella di un muro di pietra, limite imperante, il confine ultimo che sovrasta l'uomo eppure è da lui stesso costruito:simbolo del progresso, dell'urbanizzazione, dell' "occidentalizzazione", di tutte quelle "sovrastrutture" che imponiamo a noi stessi e, soprattutto, alla natura.

Category:

Film & Animation

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Video Responses

This video is a response to Sicilia, lo splendore del Mediterraneo
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All Comments (10)

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  • Siamo proprio noi con la semplicità e l'originalità che ci contraddistingue.I nostri vecchi Rugosi stanchi e bruciati dal sole, ma con l'espressione felice di vivere nella nostra stupenda terra mediterranea. Sempre e solo Sicilia. Complimenti e grazie.

  • Bel video! Bella musica, bel montaggio.

  • Interesting video!complimenti x il montaggio(na figata la scena della porta..)

  • purtroppo su youtube la risoluzione perde ... qsto video mi ha fatto ripercorrere la mia terra cn una sorta di nuovo e ritrovato stupore! Tutti i siciliani dovrebbero ringraziarti x aver portato alla luce la stupenda particolarità della nostra amata sicilia!Questo video è la dimostrazione che qlcuno s'impegna ancora x abbattere i luoghi comuni che avvolgono la sicilia e noi siciliani!!!Aspettiamo con impazienza i tuoi prossimi video!

  • u tipu sgaculatu ca arriri è il massimo :) la chicca nella perla della nostra amata sicilia :)

  • Finalmente un bel corto da scialo su una delle terre più belle del mondo..basta cu sta mafia..e bravo mofratemanù

  • complimenti....bellissima la ripresa dal buco della finestra.....hai catturato in "pochi minuti" la natura e la gente più caratteristica della nostra terra!!!bello il montaggio e anche la colonna sonora!!!

    adesso non posso far altro che dirti"ti salutaiu" e aspettiamo un altro tuo video interessante....Bravissimo!!!! cià k

  • ho appena visto il tuo video...veramente molto bello...devo ancora leggere le informazioni sul video...ma è tutto così suggestivo...le immagini che appaiono offuscate e poi diventano sempre più chiare...come se fossero ricordi...e poi i colori, le ombre, il nostro sole...immagini viste attraverso piccoli spazi, ritagli...mi è piaciuto moltissimo!complimenti...elisa

  • Oh! Mò fratù!

    Bellu u viecciu sgranculatu!

    Ci putietu mintiri macari i pisci senza testa cà fici Giuvanni Mandaranciu!

  • Veramente bello!!!anche la colonna sonora...insolita e bellissima!!!

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