Storia del Palazzo reale
Il primo nucleo della reggia di Napoli fu cominciato nel 1600 da Domenico Fontana a ridosso del primitivo Palazzo Vicereale, poi demolito nel 1843.
Il Palazzo progettato in maniera grandiosa e in forme moderne per ordine del Viceré Fernando Ruiz de Castro, Conte di Lemos e della viceregina Caterina Zunica ripropone con la lunga facciata in mattoni e piperno con colonne di granito, frontoni e lesene doriche, ioniche e corinzie, temi costruttivi e ornamentali della cultura romana che Fontana aveva sperimentato a Roma, dove era stato chiamato da Papa Sisto V.
Linterno è distribuito intorno al Cortile donore, delimitato da un porticato ad archi di piperno, al quale, nel piano superiore, corrisponde lambulacro, loggia coperta su cui si affacciano le stanze. Con la corte donore, a pianta quadrata, comunicano due cortili di pianta rettangolare: il cortile del Belvedere e quello delle Carrozze.
Rinnovato e ampliato nel 1743-48, il Cortile donore fu restaurato da Gaetano Genovese (1838), al quale si deve la ristrutturazione dellelegante giardino pensile, realizzato nel XVIII secolo.
Nellappartamento al primo piano abitarono dapprima i viceré, poi i Borbone. Dopo lincendio del 1837, i sovrani e tutta la corte passarono al secondo piano. Le sale del primo piano, insieme al cosiddetto appartamento delle Feste, furono adibite a funzioni di rappresentanza.
Nel 1841 il botanico Denhardt creò il grande giardino, che si estende a nord, rispettando il gusto dell'epoca; una cancellata ottocentesca lo recinge assieme alle scuderie. Lingresso dellantico maneggio è sormontato dalle sculture in bronzo di due Domatori di cavalli di Clodt Von Jurgenburg, donati a Ferdinando II di Borbone nel 1846 dallo Zar di Russia.
Nel 1888, per volere di Umberto I, che saltuariamente abitò la reggia, furono collocate nelle nicchie della facciata le otto statue dei Re di Napoli, nellintento di rappresentare la continuità della dinastia sabauda nella storia di Napoli. Nellordine: Ruggero il Normanno (Emilio Franceschi), Federico II (Emanuele Caggiano), Carlo I dAngiò (Tommaso Solari), Alfonso I dAragona (Achille dOrsi), Carlo V (bozzetto di Vincenzo Gemito), Carlo di Borbone (Raffaele Belliazzi), Gioacchino Murat (Giovan Battista Amendola), Vittorio Emanuele II di Savoia (Francesco Ierace).
Divenuto sede periferica del regno dItalia, e dimora dei principi di Piemonte, è aperto al pubblico dal 1919, quando fu compreso tra gli istituti di antichità e darte dello Stato. Dopo i restauri del dopoguerra si presenta nella forma museografica di Appartamento storico.
che magnificenza
amamiamoremio1 11 months ago
un palazzo stupendo che andrebbe valorizzato di più come il resto della città.
melofaiilpiacere 1 year ago