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Il Volto Santo di Manoppello spiegato da P. Germano

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Uploaded by on Apr 22, 2009

Secondo i miei studi, il Volto Santo di Manoppello, la S. Sindone di Torino e il S. Sudario di Oviedo possono veramente essere le reliquie di Gesù. Tutti e tre i reperti sacri, visti al microscopio elettronico, presentano una torcitura oraria delle fibrille dei fili, il che fa pensare ad una loro antica provenienza dall'area siro-palestinese.
Poiché nostro Signore fu condannato a morte, per la legge giudaica il suo corpo cadaverico non poteva rimanere esposto sulla croce per più di qualche ora perché si stava avvicinando il Shabbat, cioè il giorno sacro per gli ebrei in cui tutti si dovevano esimere dal lavoro. Sempre secondo tale legge, Gesù dunque era considerato uno scandalo (Dt. 21, 22-23) e pertanto il suo volto non poteva essere visto e nemmeno una sua sola goccia di sangue (per gli ebrei simbolo di vita) poteva essere assorbita dal suolo sacro.
Sulla croce, il capo fu allora asciugato dal sangue con un panno di lino, come quello di Oviedo, e allo stesso tempo fu coperto dal medesimo come un cappuccio, attaccato con un laccio al collo, per non far scolare il sangue dalla pelle.
Il cadavere, calato dalla croce, doveva essere così gettato dentro una fossa comune insieme ai legni del supplizio, ma ciò non avvenne, perché al Salvatore fu concesso una degna sepoltura giudaica per l'interessamento di Giuseppe d'Arimatea, uomo ricco, autorevole membro del Sinedrio e discepolo di Gesù, il quale aveva chiesto un'autorizzazione a Pilato di nascosto ai giudei.
Chi si occupò allora della sepoltura, sfilò prima l'ipotetico panno di Oviedo dal capo, e, senza poter vedere la faccia di Gesù pose contemporaneamente sul suo volto un finissimo e preziosissimo sudario di bisso marino per coprirlo (Lc. 16. 19) "Volto Santo di Manoppello" (per la legge, nessuno dopo la morte era degno di vedere Dio faccia a faccia nell'aldilà); per finire avvolse tutto il corpo con una lunga sindone, dopo che questa era stata intrisa di aromi, facendola passare per la sua metà sopra la testa.
Nel terzo giorno dalla morte di Gesù, la luce del volto di Cristo filtrò il sudario e vi impresse l'immagine; una definizione di quel volto, che si vedeva vivo e vero in trasparenza dal velo, si andò ad impressionare per proiezione sul lino sindonico insieme ad un riflesso di luce e mediante il sangue della Redenzione di Cristo Gesù; tuttavia il liquido ematico subì poi un processo chimico di ossidazione e disidratazione, rimanendo indelebile come immagine sotto forma di biopolimeri "polisaccaridi" sulle fibrille più superficiali dei fili.
La definizione del volto di Cristo che s'impressionò sulla S. Sindone la si può vedere in un altro video da me pubblicato "Sindone di Torino e Volto Santo di Manoppello: studio scientifico".
Per ulteriori approfondimenti si può consultare i miei blog:
http://osservazione.blogspot.com
http://sindonevoltosanto.blogspot.com

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  • Gentile mariuccia46,

    La ringrazio di aver visionato alcuni dei miei video pubblicati nel sito di You Tube. Tuttavia le consiglio di vedere anche gli altri, perché solo così si potrà rendere conto di persona che il volto impressionato sulla S. Sindone non è altro che il volto indefinito, ovverosia, non determinato nella sua completezza, del Volto Santo di Manoppello. Secondo i miei studi, l'immagine della S. Sindone è formata dal sangue della Passione di Gesù. Segue.......

  • In aggiunta a questo, dalle mie ricerche sono anche venute alla luce nel Volto della S. Sindone:

    A - tracce di pieghe del bisso marino della reliquia abruzzese contraddistinte da punti d'incrocio;

    B - perfette coincidenze nell''immagine di Torino e in quella di Manoppello di rivoli e macchie di sangue, nonché di ferite che nella S. Sindone possono anche apparire nascoste dal riflesso ipressionatosi assieme alla figura;

    C - esatta proporzione dei caratteri somatici delle due figure. Segue..

  • Per concludere c'è ancora da dire che il Volto Santo di Manoppello è diapositivo e olografico e che nemmeno con le attrezzature sofisticate di oggi la scienza è in grado di riprodurre una simile figura. Se esso viene illuminato lateralmente da dietro, emergono i traumi profondi della Passione come ad esempio le contusioni, gli ematomi e le macchie di sangue sulle ferite in fase di coagulo; viceversa, se illuminato frontalmente con sfondo scuro, emergono le frerite rimarginate da croste.

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  • ci vuole del coraggio e direi sfrontatezza per spacciare ben tre "reliquie" che cioè avrebbero impresso nelle fibre il volto di cristo come per ricalco, ammettere questo fenomeno una volta ce ne vuole, ma ben tre volte , aguisa di fotocopiatrice è al di là di ogni più fervida immaginazione

  • Gran parte dei sindonologi non vogliono ammettere che a Gesù fu posto sul capo un sudario come ci ha descritto nel suo Vangelo Giovanni, perché credono che se così fosse noi non potremmo osservare il volto. Invece è proprio per il fatto che il sudario di Manoppello si rende trasparente quando è illuminato da dietro che l'enigma si dipana. Io ho scoperto nel volto della S. Sindone oltre che all'immagine formata da sangue anche un riflesso di luce che si era prodotto sul sudario. Segue....

  • La reliquia di Manoppello è un telo di finissimo bisso marino che solo i ricchi di allora si potevano permettere di possedere. E Giuseppe d'Arimatea era proprio uno di questi, perché era un facoltoso membro del Sinedrio. Molto probabilmente, allora, fu proprio lui ad onorare con questo telo, che costava quasi quanto l'oro, il Suo Maestro "Re dei Giudei". Noi consideriamo il sudario di Manoppello un velo perché quando esso viene illuminato da dietro diventa trasparente. Segue......

  • Essi allora cosparsero di aromi il lenzuolo, o sindone, presero con dei teli il corpo di Gesù, lo posero sulla metà del lenzuolo, gli posero sopra il volto il sudario, ed infine ricoprirono anche la parte frontale con l'altra metà del lino sindonico. Se dunque il sudario tombale (Gv. 20, 7) è citato nei Vangeli Canonici, il velo della Veronica, invece, è solo una leggenda che la stessa Chiesa Cattolica ha voluto inserire nella Via Crucis per rappresentare la pietà di una pia donna: Veronica.

  • Se nell'uso giudaico di seppellimento era previsto anche una mentoniera, nel caso di Gesù ciò non fu possibile perché il Messia fu condannato a morte. Per la legge di Mosé i giudei si dovevano coprire la faccia verso il giustiziato perché questo era considerato uno scandalo alla vista. Chi seppellì Gesù, furono Giuseppe d'Arimatea e Nicodemo i quali anche loro, essendo ebrei, dovevano rispettare la legge, e pertanto non potevano contaminarsi con il sangue di Gesù.

    Segue......

  • Mentre i tre evangelisti sinottici, Marco, Matteo e Luca ci hanno raccontato sinteticamente della sepoltura del corpo di Gesù senza entrare nei particolari, descrivendoci cioè solo l'atto terminato, con il corpo avvolto dalla sindone, il quarto evangelista Giovanni, invece, testimone oculare dei fatti accaduti durante la preparazione del corpo di Gesù, ci descrive anche il sudario che i giudei mettevano sul volto del cadavere prima che tutto il corpo fosse avvolto dal lenzuolo. Segue.....

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