SPLENDIDO ICE PARTE 1

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Uploaded by on Apr 28, 2009

La morte di un nostro gatto o di un nostro cane è un evento traumatico che prima o poi tutti noi abbiamo affrontato o dovremo affrontare.E' una separazione pesante e dolorosa a cui non riusciamo subito a dare una connotazione razionale.La morte porta con sè un bagaglio di sofferenza inaccettabile che ci scatena reazioni difficili da gestire.Affrontare una malattia incurabile dei nostri animali significa essere testimoni di una lunga sofferenza, significa fare disperati tentativi di terapie e cure, significa sperare in un miracolo.Vivere la morte improvvisa di un nostro amico per colpa di un incidente o di un fatto improvviso è come una porta sbattuta in faccia.Di colpo siamo colti da quella incredulità angosciante, da quello sgomento improvviso che ci fa saltare il cuore in gola, ci toglie quasi il respiro in quel modo bruciante in cui solo il dolore può fare.E la scelta dell'eutanasia è un passo difficile e pieno di incertezze, ci sentiamo legati ad una creatura che non ha speranze, che sta soffrendo e quando vediamo con i nostri occhi quanto sia devastante il dolore fisico ci arrendiamo alla razionalità di poter mettere fine ad una agonia inutile.Quante difficoltà incontriamo a vivere la morte di un essere a cui vogliamo bene!Quanto è difficile riordinare le cose che erano sue, togliere i giochi, mettere in ordine la cuccia, chiudere i sacchetti dl cibo, togliere tutte le sue copertine...Nei confronti di un animale si vive un senso di colpa pungente.Siamo noi a capire dai suoi silenzi che sta male, siamo noi ad aver paura di non comprendere tutto, di non aver fatto abbastanza, di non aver provato tutte le strade.Non c'è una logica a cui appellarci, il distacco fa terribilmente male.Un cane è un amico, è l'estensione del nostro corpo, sempre al nostro fianco, sempre presente con i suoi occhi dolci che ci guardano adoranti.La sua fedeltà, la sua lealtà, la sua intensa compagnia, il suo cercare le nostre mani per una carezza, la sua coda scodinzolante, il suo modo di proteggerci, di difendere la nostra casa, di stare sempre in prima fila di fronte ad un pericolo, il suo modo così pieno di gioia di giocare con noi.Un gatto è il nostro complice, è l'estensione della nostra mente, presenza silenziosa e discreta capace di entrare in punta di zampine nel nostro cuore e di rimanervi per sempre.La sua magia, la sua sensibilità, il suo comprendere i nostri umori, quel muso sempre pronto a strusciarsi a noi, il suo miagolio dolce e modulato, la sua coda dritta a darci il saluto, i suoi occhi socchiusi lentamente per esprimere il suo benessere, la sua serenità, il suo affetto.Non ci si può staccare facilmente da generatori di sentimenti così profondi e in effetti non si deve farlo.Amare è un mondo a sè, è una dimensione diversa dove non esiste nè vita nè morte, solo emozioni pure, pulite, libere da umane contaminazioni, genuine e vere.Amare vuol dire non dimenticare, non sostituire, non rimpiazzare, ma vuol dire anche amare sempre, ancora, contro le leggi di una Natura che rende i nostri affetti meno longevi di noi.Amare vuol dire non dimenticare tutte quelle creature che vagano sole in cerca di affetto, che sono chiuse nei canili dopo essere state abbandonate, picchiate, maltrattate, dopo aver sofferto la fame e la sete.Amare vuol dire non dimenticarsi di quelle creature che vagano per strada, lottando ogni minuto per sopravvivere, per un boccone di cibo, per un pò di calore, per un riparo dalla pioggia, con il pericolo costante di essere investite da un'auto, picchiate o avvelenate da qualche balordo.Creature in balia di un destino crudele, senza una carezza, senza un aiuto, senza una parola, creature immerse in un silenzio che vuol dire abbandono indiretto, ma consapevole e silente di chi vede e non fa niente, di chi vede e si volta dall'altra parte.Ed è qui che si trova un senso anche alla morte.La morte è anche rinascita.E la rinascita è un'altra possibilità, è un'altra apertura verso la vita, verso le emozioni.Aprire le braccia verso un nuovo affetto è un atto di amore verso le creature che ci hanno lasciato, è il segno che quello che ci hanno insegnato in maniera così intensa e profonda non andrà perduto.I nostri cani e i nostri gatti hanno scavato nel nostro cuore con la loro silenziosa e armoniosa purezza e vi hanno messo radici forti e vigorose.Radici che non moriranno mai, ma che metteranno nuovi germogli da cui nasceranno nuovi amori sinceri e incondizionati.Da quelle stesse radici che ci hanno arricchito l'anima nasceranno nuovi sorrisi, nuove coccole per un musetto diverso, per uno sguardo diverso, per una creatura diversa.Ma le radici saranno sempre le stesse, sempre verdi, sempre fertili, sempre pronte a generare amore.Questo è il regalo che i nostri amici ci fanno mentre dignitosamente ci lasciano.E noi non possiamo non accettare questo regalo.Amare è la sola risposta alle nostre domande, ai nostri dubbi, alle nostre incertezze.

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Pets & Animals

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  • ferite di quei giorni. Non sono un credente, 'non ci riesco', ma se qualcosa c'è, Ice, Sury e tutti i puri di cuore, rari tra gli umani, consuetudine tra 'loro', sono, devono essere in un posto dove regna la pace. Dove l'erba profuma e il sole splende eternamente alto. L'unica speranza è che non ci abbiano dimenticati. Spero quando verrà il momento di ritrovarlo, di ritrovarsi in qualche luogo dove la lotta della vita è lontana. E dove la morte e sofferenza non possono toccare nessuno. Paolo.

  • Di perdonarmi se poteva. Non dimenticherò mai quegli occhi azzurri e intelligenti, nè tutto il resto che sarebbe impossibile raccontare. Ma la vita va avanti, deve, anche se il dolore che via via si diluisce nel tempo, sul momento era quasi intollerabile. Piangevo come un bambino, solo, con lui. Ho pianto altre due volte in vita mia, quando morì mio padre e quando mia madre rischiò di andarsene anni fa. Non ci riesco purtroppo.. Ora c'è Fiocco, un tigrato che piano piano stà lenendo le profonde

  • essere riuscito a dargli l'amore che meritava. Il 4 dicembre scorso, dopo una malattia durata un anno e mezzo un' ipertiroidismo con probabili complicanze di età, poichè solitamente con la medesima pasticca che assumono gli uomini, tutto si risolve (ma non c'è stato niente da fare), 'ho deciso'. A volte non sò se ciò che ho fatto è giusto, un paio di giorni erano ciò che gli restavano, così mi dissero. Sò per certo comunque, di essergli stato vicino e di avergli detto ciò che il cuore mi diceva.

  • mia vita. L'inizio di una depressione. L'apice del bisogno d'amore. E Sury, un siamese allora di 3 mesi (avevo 34 anni, adesso ne ho 46), la mattina quando non avevo la forza di alzarmi, quando tutto sembrava impossibile da fare, anche l'affrontare il mondo la fuori, mi faceva spesso visita sul letto che poi abbiamo condiviso per 7 anni. Era piccolo, mi girava intorno ed io lo guardavo avvertendo qualcosa di mai sentito prima dentro. Oggi non c'è più, ma credo e lo spero con tutto il cuore di

  • Bhè che dirti.. viene il magone. E poi l'accostamento con Hachiko, una storia che ha commosso il mondo, è inevitabile. Ma Ice era Ice. Voglio quindi dirti che non sò in che modo se n'è andato, se in modo naturale o se tramite..., ma ciò ha ben poca rilevanza, perchè credo che ogni caso sia una storia a se. E che infine arriviamo a scegliere per loro, forse ingiustamente. Sury era per me come per te lo splendido Ice, più di un semplice compagno. Giunse durante uno dei più duri momenti della

  • Ho perso il mio cane ieri e non riesco a darmi pace,non avrei mai pensato di volergli così bene

  • Concordo parola per parola su ciò che dici. Ho avuto una splendida gatta per soli otto anni, finchè un brutto male non me l'ha portata via e non ho potuto far niente per salvarla. Sono passati più di 12 anni ma da allora non riesco più ad avere un gatto in casa perchè ho il terrore di riprovare quel terribile senso di impotenza se si dovesse riammalare così. Il ricordo di un amico a 4 zampe che se ne va, specie se in modo doloroso, rimane impresso nel cuore per sempre.

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