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"Macbeth" di William Shakespeare

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Uploaded by on Jan 9, 2012

Esito finale del progetto del Teatro In Movimento - Compagnia Stabile di attori adolescenti.

conduzione e regia Mario Mascitelli

docenti assistenti al progetto
Mario Aroldi, Gabriella Carrozza, Nicoletta Cabassi, Martino Pederzolli

costumi Federica Scalari

con

Manuel Amadasi; Massimo Boschi; Simone Baroni; Andrea Gherri; Marco Bussolati; Melina Kalemberg; Anxhela Malo; Francesca Paterlini; Vittoria Martini; Lara Melegari; Tania Galante
Diana Toncu; Ilaria Zanichelli; Sofia Malpeli

Quando mi chiesero di presentare un progetto culturale che coinvolgesse i giovani, cercai subito di immaginarmi cosa, in questa città così ricca di cultura teatrale, potesse rappresentare non solo un movimento che affondi radici nella sua storia ma anche una apertura verso le "nuove generazioni" tanto svalutate nei trattati sociologici contemporanei.
Ragionai sulla possibilità di dar voce ad un gruppo di ragazzi di un'età compresa tra i 16 e i 20 anni che volessero con forza dimostrare che, anche alla loro età, è possibile essere seriamente impegnati in un progetto iniziando già a gettare le basi per una propria formazione che non avesse necessariamente radici nel mondo scolastico.
La proposta venne accolta con entusiasmo dagli Enti promotori che misero a disposizione le risorse organizzative e logistiche per la riuscita del progetto.
Vennero così organizzate delle sessioni di selezioni a cui parteciparono circa 100 ragazzi e ragazze e ne furono selezionati 20 che condivisero l'avvio del progetto per il primo mese. Poi vennero selezionati i definitivi 15 partecipanti che, incontrandosi due volte a settimana, hanno ricevuto una formazione di base attorale professionale.
Diversi i docenti che oltra a me hanno collaborato al progetto, ognuno con competenze specifiche che andavano dalla vocalità e dizione al movimento corporeo e all'illuminotecnica.
Difficile l'opera scelta per la realizzazione della messa in scena che richiedeva, proprio per la sua complessità, un impegno notevole da parte dei ragazzi che hanno affrontato comunque il lavoro con serietà e continuità.
Una messa in scena, quella del "nostro" Macbeth con un occhio rivolto alla tecnica attorale ma che, al tempo stesso, non negasse la "freschezza" giovanile che dev'essere sempre preservata e valorizzata.
Uno stimolo, questo del Teatro In Movimento, come abbiamo battezzato il progetto, che puntasse ad arricchire il bagaglio personale dei partecipanti facendo comprendere che i sogni possono essere realizzati con impegno e fatica e non con facili mezzi o scorciatoie come troppo spesso il mezzo mediatico lascia intendere attraverso programmi televisivi e falsi miti.
Poche le regole richieste: serietà, continuità e rendimento scolastico (pena l'esclusione in caso di bocciatura)
Uno solo il motto "Cerchiamo teste pensanti"
Mario Mascitelli

NOTE DI REGIA
"Macbeth" è un testo potente e cupo. Per la sua complessità nella storia i più grandi attori si sono cimentati in quest'opera come prova di abilità e capacità interpretativa.
Le scelte che hanno guidato questa ben più modesta messinscena sono state caratterizzate principalmente da una preoccupazione didattica: imparare a stare sempre in scena, mantenendo rigore e concentrazione, passare dalla condizione di coro a quella di personaggio, "costruire" attivamente la scena con i pochi elementi a disposizione, in una parola: "esserci", con la verità che ogni attore porta a servizio del testo e del lavoro collettivo. In quest'ottica i ragazzi sono stati chiamati a partecipare costantemente alla creazione dello spettacolo e del proprio ruolo e in linea con l'intento di valorizzare le loro capacità e competenze, alcuni suonano dal vivo, altri cantano, altri ancora utilizzano a fini interpretativi la loro lingua madre.
Le scene sono volutamente povere, pochi oggetti essenziali a costruire spazi e situazioni, le cui atmosfere sono per lo più affidate all'interpretazione dei ragazzi e alla ricchezza del testo.
I costumi richiamano l'iconografia dei samurai che hanno in comune con i personaggi dell'opera il carattere guerresco e il senso dell'onore così indispensabile al mantenimento dell'ordine gerarchico in una società ancora arcaica e dagli equilibri fragili come quella descritta da Shakespeare, onore che Macbeth tradisce, accecato dalla brama di potere e persuaso da una Lady conturbante e molteplice che qui si suddivide in tre personaggi che ne incarnano i tre aspetti principali del suo carattere.

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