Laura Salafia, studentessa dell'Università di Catania coinvolta lo scorso 1 luglio in una tragica sparatoria in pieno Centro, è la vittima inconsapevole di un raptus, come ribadiscono i magistrati che stanno seguendo il caso escludendo la pista mafiosa.
L'autore della sparatoria non è quindi un killer, bensì un dipendente comunale: ha seminato il panico in pieno giorno reagendo a vecchi rancori personali. L'equivoco nasce dal fatto che il bersaglio è una persona vicina ad ambenti malavitosi.
Il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, ha già disposto al direttore del personale di avviare le procedure per giungere al licenziamento dell'autore della sparatoria.
Un segnale importante alla città di Catania, ma non basta. Il coinvolgimento di Laura Salafia in via del tutto accidentale solleva un dubbio pesante circa le modalità con cui in Italia è licenziato il porto d'armi e con cui oggi si entra in possesso di un'arma senza regolare licenza.
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