Quando i politici erano collusi con la criminalità organizzata, quando alcuni giornalisti facevano domande e altri no,quando ogni tanto qualcuno di dimetteva.
Nel 1898, iniziarono alla Camera gli attacchi contro il deputato napoletano Alberto Agnello Casale, accusato non solo di esser stato eletto coi voti procuratigli dalla camorra, ma di essersi strettamente legato ad essa e di aver corrotto l'intera amministrazione comunale di Napoli di cui era allora sindaco Celestino Summonte. Contro l'onorevole Casale, ex giocatore di borsa, iniziò una spietata campagna di stampa, il 10 dicembre 1899, l'organo socialista napoletano La Propaganda. per settimane , per mesi, il giornale napoletano pubblicò articoli intitolati semplicemente 'camorra', tramite i quali documentava le malefatte di casale e di altri esponenti politici. Al Casale, il giornale rivolse tre precise domande : 1) Qual è la sua professione, art o mestiere - 2) Quali le sue rendite - 3) In mancanza dell'una e delle altre come vive Alberto Casale ?
Quindi il periodico sostenne , senza mezzi termini, che lo stato maggiore del deputato era costituito da affiliati di camorra, e di essi pubblicò nomi e soprannomi.
Mentre La Propaganda a Napoli portava avanti la sua battagli, a Montecitorio un altro deputato napoletano, Giacomo De Martino, non socialista e quindi non legato a quel giornale, sollecitava la nomina di una ''Commissione parlamentare d'inchiesta su Napoli e Palermo e sulle condizioni economiche , politiche , sociali e amministrative di queste due città nei rapporti con la mafia e la camorra''.La proposta dell'onorevole De Martino venne insabbiata, ma a Napoli, intanto, La Propaganda continuava, con maggior vigore, la sua lotta contro la camorra e contro l'onorevole Casale, sfidando quest'ultimo a querelarli. La causa fu chiamata il 24 luglio 1900, e siccome il deputato non fu in grado di smentire nessuno degli addebiti mòssigli, la requisitoria del P.M. Raffaele Notarstefani, anziché contro i giornalisti de La Propaganda, si rivolse contro di lui e contro il principale testimone a suo favore, Gargiulo, procuratore generale di Corte di Cassazione. Il 31 ottobre 1900 i redattori de La Propaganda furono tutti assolti per esser riusciti a provare la fondatezza della loro accuse. Immediatamente Alberto Agnello Casale si dimise da deputato : altri tempi.
Da http://antomenna.blogspot.com/2008/11/il-professore.html
fantastico, grazie mille
opetiss 2 years ago