Raccolta differenziata: servono più impianti

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Uploaded by on Jul 18, 2008

Il sistema della gestione dei rifiuti urbani in Toscana funziona, con alcune difficoltà ma anche lati positivi. I costi del servizio si sono mantenuti stabili (al netto dell'inflazione) e vengono quasi completamente coperti dalle entrate garantite da tariffe e Tarsu: nel corso di una conferenza stampa tenutasi a Firenze è stato presentato il terzo Rapporto dell'Osservatorio economico sulla gestione dei rifiuti urbani in Toscana, uno strumento di monitoraggio e analisi voluto da Regione Toscana, Agenzia regionale recupero risorse (Arrr), Cispel Toscana Confservizi, che fotografa la situazione tra il 2000 e il 2006.

Alla Conferenza stampa, a cui è seguito un convegno, erano presenti Anna Rita Bramerini, assessore all'ambiente della Regione Toscana, Andrea Sbandati, direttore di Cispel Toscana e il presidente e il direttore di ARRR, Graziano Cipriani e Stefano Bruzzesi.


Secondo l'Osservatorio la raccolta differenziata nella regione è aumentata di 16 punti percentuali, superando il 33%, pur progredendo poco negli ultimi anni, mentre risulta diminuita la percentuale di rifiuto "tal quale" conferito in discarica. Comunque la percentuale di rifiuti complessivamente conferita in discarica è tuttavia ancora troppo elevata attestandosi a circa il 60% del totale. Ancora basso risulta essere il tasso di recupero energetico (solo il 10% dei rifiuti viene avviato a termovalorizzazione), sebbene il settore sia riuscito a contenere l'aumento dei costi. «I dati del Rapporto -- ha detto l'assessore regionale all'ambiente Anna Rita Bramerini -- ci mostrano una Toscana dove la gestione del ciclo dei rifiuti ha visto segni, deboli, di miglioramento su fronti importanti come l'aumento della raccolta differenziata e la riduzione del conferimento a discarica, soprattutto di quello del rifiuto tal quale. Dobbiamo tornare a sottolineare la mancanza di impianti, la debolezza di un sistema infrastrutturale che deve essere completato per poter garantire un maggior recupero energetico e permettere di abbassare i costi della filiera, poi destinati a ricadere sui cittadini in termini di tasse e tariffe».

«Le società pubbliche, e misto pubbliche/private, toscane coprono, con i loro servizi -- ha affermato Andrea Sbandati, direttore di Cispel Confservizi Toscana - ben il 93% della popolazione toscana, quindi sono di importanza fondamentale per l'economia regionale. Queste società sono riuscite a tenere stabili i costi di gestione, nonostante abbiano attraversato fasi abbastanza critiche, caratterizzate dall'aumento del costo petrolio e dal rinnovo dei contratti di lavoro, per citare alcuni esempi. Questo è un segnale positivo che ci induce a sperare di poter affrontare con sempre maggiore energia i prossimi anni, che saranno caratterizzati dalla definizione di nuovi standard ambientali da rispettare e dalla necessità di ulteriori investimenti, a partire da quelli da attuare nei confronti degli impianti di raccolta differenziata. Le nostre aziende hanno dimostrato una certa efficienza al confronto con i dati nazionali: continuano a registrare spese contenute nella fase di raccolta dei rifiuti e di spazzamento, e i loro indicatori di bilancio migliorano. Per questa ragione continuiamo a essere ottimisti».

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